14.04.2012
Tribuna » Ernesto Ferrante

Etleboro

Saranno mesi di codici penali, manganelli e manette per le genti d’Europa. I professori in sella e i loro manovratori non ammettono che il silenzio da parte dei sudditi e vagliano più pervasive forme di criminalizzazione dei movimenti che si mobilitano per opporsi alle nuove misure economiche lacrime e sangue.

Nuovo laboratorio della repressione è la Spagna, dove il ministro dell’Interno, Jorge Fernández Díaz, ha giustificato in parlamento le nuove misure di sicurezza perché l’inasprimento delle pene è necessario per combattere la spirale di violenza innescata da collettivi anti-sistema che praticherebbero tecniche di guerriglia urbana. Tra gli altri, a quanto pare, verrà proposto il reato di “minare le autorità con resistenza passiva o attiva”. Una falce per tutte le persone che prenderanno parte a proteste spontanee senza aver ottenuto un previo permesso da parte delle autorità. Non solo, dunque, la partecipazione è giudicata un atto punibile, ma in base alle nuove misure, anche la diffusione sulla rete (facebook e twitter in primis) di materiale ritenuto “violento” e “inquietante per l'ordine pubblico” sarà considerata reato. Non occorre essere dei geni per capire che anche la semplice pubblicizzazione di eventi che non sono stati autorizzati, rientrerebbe in questa fattispecie. A Madrid, Valencia, Siviglia, Saragozza e Barcellona, è sceso in piazza un popolo arrabbiato e consapevole che ha alzato la voce contro la riforma del lavoro varata dal premier Mariano Rajoy. Tanti hanno risposto alla chiamata dei sindacati e della sinistra spagnola, ma massiccia è stata la presenza di uomini liberi, non inquadrati. E questo spaventa non poco i tecnocrati. Le nuove misure di austerità per quasi 20 miliardi in un paese che ha un tasso di disoccupazione del 23% e file sempre più lunghe all'ingresso delle sedi della Caritas, potrebbero avere effetti devastanti e il potere si prepara ad incatenare la rivolta. Mentre la gente sprofonda nella fame e nella disperazione, il collega di mister Monti, esegue lo spartito consegnatogli dai soliti ignobili noti: riduzione (presunta) del deficit al 5,3%, dall'8,5%, riforma del lavoro, stretta sulle pensioni. Tutto il mondo è paese. Il paese della miseria...

 

 

Ernesto Ferrante