14.02.2012
Tribuna » Alessio de Pandis

Etleboro

Gli italiani che ragionano con la propria testa esistono ancora. A dirlo non è uno dei soliti studi scientifici da rivista patinata, ma una sala piena a Latina, sabato pomeriggio, nonostante la grandine battente e la neve che ha bloccato la Pontina e gran parte delle strade del Lazio.

Appuntamenti come il convegno sulla distruzione dell’agricoltura e della sovranità del nostro Paese, organizzato dall’Unione per il Socialismo Nazionale, dimostrano che c’è ancora chi fa informazione seria nel nostro Paese e che non mancano spiriti liberi disposti a dire o ascoltare verità scomode senza accomodamenti di sorta. L’apertura dei lavori del responsabile locale dell’USN, Alessio Provaroni, è stata nel segno della condanna del regime dei banchieri al governo e delle sue politiche di attacco sistematico alla libertà dei singoli cittadini e di quelle poche voci non omologate, come Rinascita. Danilo Calvani, dei Comitati Riuniti Agricoli, ha sottolineato il grave momento di difficoltà che stanno vivendo gli agricoltori italiani, vessati sul piano fiscale e trascurati su quello delle politiche di settore. Con toni forti, il leader dei CRA, ha attaccato le associazioni di categoria che vanno per la maggiore, brave solo a spartirsi prebende e vantaggi, e preso di mira iniziative scellerate come il tristemente famoso “Corridoio Verde”, recante in calce le firme di Yousef Waly e Gianni Alemanno, all’epoca in cui i due erano ministri dell’Agricoltura di Egitto e Italia, che hanno di fatto spalancato le porte del nostro mercato interno ai prodotti provenienti dall’Africa, togliendo spazi a quelli di casa nostra, penalizzati dalle politiche agricole comunitarie e dai “giochetti” delle multinazionali. Il battagliero agricoltore pontino ha infine lanciato un allarme che dovrebbe far riflettere tutti: “Non abbiamo più soldi per fare la semina e presto ci sarà un problema di approvvigionamento alimentare, su cui politici e televisioni tacciono”. Una notizia che dovrebbe far sobbalzare dalle sedie gli italiani, se fatta circolare. Il secondo relatore, il giornalista Ernesto Ferrante, ha spiegato ai presenti come la distruzione dell’agricoltura di casa nostra risponda ad un piano ben preciso, notificato ai nostri camerieri governativi dalle banche e dalle multinazionali che gestiscono i mercati agricoli interni ed esterni. Ha inoltre fornito dati interessanti ma purtroppo sconosciuti ai più sulla concentrazione di terre agricole nelle mani di poche macroaziende, arrivando a parlare di neofeudalesimo. Con tono deciso ha denunciato il pericoloso asservimento ai soliti noti della quasi totalità degli organi di informazione e dei sindacati e la repressione in atto delle coscienze critiche e delle categorie produttive in lotta per la sopravvivenza. L’ultimo ad intervenire è stato Antonio Pappalardo, generale dei carabinieri e fondatore del movimento “Dignità Sociale”, che ha ribadito la necessità della cacciata di Monti e di una classe politica fatta di parassiti e di servi dei poteri forti. Qualche perplessità ha suscitato il suo continuo richiamo all’Arma, cristallizzato anche nel pennacchio presente sul simbolo del suo sodalizio, e la sua troppa fiducia nel ruolo di garanzia di un presidente della Repubblica che invece ha favorito il golpe dei professori. Citazioni colte, battute ad effetto ma troppa autopromozione di fronte ad un uditorio attento ed appassionato che ha tributato scroscianti applausi ai protagonisti di un sabato diverso, all’insegna della libertà e della coscienza critica.

 

 

 

Alessio de Pandis