09.02.2012
Caserta » Ernesto Ferrante

Etleboro

Non ne vuol sapere di gettare la spugna, l'imprenditore casertano Michelangelo Madonna, che rivendica da tempo la paternità del simbolo del Pdl.

La disputa giudiziaria tra l'ex consigliere provinciale di Caserta e i legali di Silvio Berlusconi che dura ormai da 5 anni, non sembra destinata ad esaurirsi e a breve potrebbe approdare addirittura in Cassazione. Dopo aver perso in primo grado nel febbraio scorso, Madonna, a novembre, ha deciso di proporre appello contro la sentenza del Tribunale di Roma, ritenuta “errata sotto molti profili” dai suoi legali, gli avvocati Mario Iacone e Attilio Doria.

L'udienza è fissata per il prossimo 29 febbraio davanti alla Corte di appello di Roma con l'onere per Berlusconi e i convenuti di costituirsi entro il giorno 9. Per la difesa dell'imprenditore, “il simbolo usato nel nuovo sito Internet del Pdl presentato di recente, è esattamente identico a quello inventato da Madonna: basta eliminare la denominazione Berlusconi Presidente”. Nel giudizio di appello dovranno costituirsi sia i rappresentanti legali del Pdl, i deputati Rocco Crimi e Maurizio Bianconi, sia lo stesso Berlusconi, perchè citato personalmente dall'appellante.

A curare la difesa dell'ex premier, a oggi vittoriosa in primo grado, è il parlamentare Ignazio Abrignani, avvocato incaricato dal partito per questo contenzioso civile. L'atto di cessione a titolo gratuito del simbolo Popolo della libertà fu firmato il 19 dicembre del 2007 davanti al dottor Paolo Becchetti, notaio in Civitavecchia.

Dietro quel   gesto di apparente generosità di un dirigente forzitaliota di provincia nei confronti del padre padrone di Arcore, hanno sempre sostenuto gli avvocati Iacone e Doria, c'era la promessa di un coinvolgimento del “donatore” nel partito unitario. Si era addirittura parlato di una promessa di candidatura alla Camera, poi non onorata dal Cavalier patacca.

Sarebbe stato proprio questo a spingere l'ex consigliere provinciale a portarlo in tribunale per impugnare la cessione, farsi restituire la titolarità del marchio del Pdl e ottenere un maxi risarcimento di 110 milioni di euro (100 a titolo di indennizzo per l'uso indebito del simbolo e 10 a titolo di risarcimento del danno).

Il metodo Pizza val bene un tentativo, soprattutto in tempi di crisi come quelli attuali...

 

 

Ernesto Ferrante