01.02.2012
Emergenza rifiuti » Antonio Casolaro

Etleboro

La pianura che comprende le province di Napoli e Caserta era considerata una delle zone più fertili di tutta la penisola italica con la sua terra generosa e il meraviglioso clima temperato, questo è importante ricordarlo perché a vedere oggi cosa resta della ex “Campania felix” si fatica anche ad immaginarlo.

Stavolta il nostro viaggio nell’abisso delle ecomafie ci porta nell’area a nord-est di Napoli ed in particolare nel comune di Afragola al confine con quello di Acerra in un area agricola situata alle spalle del parco commerciale ipercoop. Percorriamo la provinciale 341, lasciandoci l’asse mediano alle spalle e ci inoltriamo nella terra della camorra, dove l’aria è irrespirabile e la diossina entra nella catena alimentare fino al sangue della gente, viaggiamo lenti e guardinghi per poi imboccare una stradina sterrata. Uno spettacolo indecoroso si presenta davanti a noi, indegno di un paese civile: ci sono enormi cumuli di rifiuti ingombranti accatastati e raggruppati, pronti ad essere dati alle fiamme così come è prassi da queste parti, dove la camorra la fa da padrona e gestisce il traffico dei rifiuti con l’aiuto della manovalanza rom. In fondo alla strada che diventa addirittura impercorribile per la presenza dei rifiuti scorgiamo una impressionante catasta di eternit poggiata praticamente su un campo coltivato a spinaci. Scattata qualche foto usciamo a marcia indietro e notiamo un insolito movimento di furgoni che si addentrano tra i campi attraverso le stradine sterrate, sono carichi di rifiuti da scaricare lo capiamo subito visto che quelle strade non portano da nessuna parte se non nelle discariche abusive seminate in tutta la zona. Un furgone con persone poco ospitali ci lampeggia ricordandoci che non si possono scattare foto nella terra della camorra. Pazzesco, incredibile, tutto si svolge alla luce del sole così come lo stiamo raccontando a voi e, mentre ci allontaniamo velocemente dopo l’ennesimo segnale di ostilità lanciatoci questa volta da una automobile, ci rendiamo conto che non si tratta di una semplice strada-discarica ma di una enorme area agricola utilizzata come sversatoio di ogni genere di rifiuti. Tutte le stradine che separano i campi coltivati non sono altro che vie di accesso a discariche abusive improvvisate, ce ne sono centinai in pochi chilometri quadrati nella campagna afragolese e non ci è dato sapere cosa ci sia nascosto nel sottosuolo. Per più di 20 anni si è sotterrato di tutto, rifiuti cittadini ma anche scarti della produzione industriale in gran parte provenienti dal nord Italia criminosamente nascosti nei campi agricoli a contatto con le falde acquifere. L’unica sconcertante verità emersa inesorabilmente da questa escursione nella cosiddetta “terra dei fuochi” è che la camorra ha un’efficienza svizzera e controlla totalmente il territorio a tal punto da rendere difficile anche documentare una simile situazione di illegalità; lo stesso non può dirsi del signor sindaco di Afragola e di tutte le autorità preposte alla tutela della legalità e della salute pubblica.

 

 

Antonio Casolaro