18.01.2012
Emergenza rifiuti » Antonio Casolaro

Etleboro

Napoli, quartiere Poggioreale, a pochi chilometri da Ponticelli dove qualche giorno fa documentammo tristemente una immane discarica abbusiva, ancora uno scandalo eco insostenibile, ancora visioni apocalittiche di degrado nella città di de Magistris. 

Siamo a via Domenico De Roberto nel popoloso quartiere che ospita uno dei carceri più grandi d’Italia, a poche decine di metri dalle abitazioni e praticamente a ridosso del nodo autostradale che congiunge la città con l’autostrada del sole; posto diverso, stesso scenario desolante: cumuli di rifiuti speciali per lo più composti da pezzi di ricambio di automobili e copertoni dati regolarmente alle fiamme a giudicare anche dallo stato dei piloni dell’autostrada completamente anneriti dai fumi tossici sprigionati dalla combustione. Percorriamo la strada con i finestrini precauzionalmente chiusi tra cumuli di rifiuti che costeggiano la stessa minacciosi fino ad arrivare in fondo dove la stessa incrocia l’autostrada del sole e lì ci troviamo davanti allo spettacolo peggiore, con una vera e propria monnezzopoli a tutti gli effetti con tanto di poveracci che frugano tra le macerie. Angelo Ferrillo della associazione La Terra dei Fuochi ci spiega che si tratta di rifiuti speciali di ogni tipo, dati alle fiamme regolarmente in modo tale da diminuirne il volume e ricavare materiali ferrosi da poter poi rivendere per pochi spiccioli; praticamente si tratta di un mercato dell’illegalità, ben rodato e perpetrato in diverse punti della città e della provincia, che sfrutta la manovalanza rom la quale garantisce una presenza capillare sul territorio e la garanzia di muoversi nella totale impunità. La cosa che francamente spaventa ancora di più dello spettacolo da terzo mondo presente nelle strade, è l’assoluta assenza delle istituzioni che è tanto drammatica da spingere i cittadini al punto di ipotizzarne la connivenza con la criminalità organizzata. Questa discarica a cielo aperto esiste da più di dieci anni e da quando sono state sgomberate dall’amministrazione comunale le vecchie baracche, che componevano l’ex scasso, la situazione è addirittura peggiorata e la zona è totalmente fuori controllo. Assurdo che il sindaco abbia disposto lo sgombero senza bonificare contestualmente il territorio. Tanto vale a questo punto tenersi le baracche che almeno scongiuravano il pericolo di roghi tossici. Una cosa è certa, in città c’è proprio aria di cambiamento con il nuovo sindaco, non c’è che dire. Un’ aria bella carica di veleni.

 

 

Antonio Casolaro