08.12.2011
Caserta » Ernesto Ferrante

Etleboro

E’ finita dopo sedici lunghi anni la latitanza del capo “solitario” del clan dei Casalesi. Michele Zagaria, il cervello imprenditoriale del tristemente famoso cartello criminale, è stato catturato ieri mattina nella sua Casapesenna.

Si nascondeva in un bunker sotterraneo a cui era possibile accedere attraverso un cunicolo all’interno di una villetta presso un fondo agricolo poco lontano dal centro della cittadina, in via Mascagni. “Poteva essere raggiunto solo con delle trivelle, infatti abbiamo avuto difficoltà a tirarlo fuori, soprattutto a causa di un guasto elettrico, perché si è trattato di tirar fuori un’intera stanza”, ha spiegato Federico Cafiero De Raho. “Basta, non sfondate, sono qui. Mi arrendo”, ha gridato “Capastorta” quando ha capito che non c’era più nulla da fare. “Avete vinto voi, ha vinto lo Stato”, ha detto ironicamente il boss ai magistrati della Dda che l’hanno raggiunto nel bunker. La tetragona organizzazione casalese perde, dunque, anche l’ultimo suo pezzo da novanta. A novembre 2010, come molti ricorderanno, era finita la latitanza di Antonio Iovine, detto ‘o Ninno, catturato dalla Mobile di Napoli, mentre a gennaio dell’anno precedente i carabinieri avevano preso Giuseppe Setola. Gli interessi di Zagaria “toccavano” gran parte della Penisola: dal Lazio, all’Umbria, all’Abruzzo, fino alla Lombardia e, in particolare, all’Emilia Romagna. Secondo l’Antimafia di Bologna, infatti, era il boss dei Casalesi a gestire il giro degli affari legati al cemento in Emilia Romagna. “Con la cattura di Michele Zagaria si è certamente tagliata la testa dei Casalesi, l’unica rimasta dopo l’arresto di Antonio Iovine. E’ la fine di un incubo”, ha dichiarato il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso.

 

 

Ernesto Ferrante