05.12.2011
Campania » Antonio Casolaro

Etleboro

“Maccarone mi hai provocato e io ti distruggo” direbbe il grande Alberto Sordi ma a Salerno dove sorge lo storico Pastificio Amato queste parole suonano beffarde per i 140 dipendenti in attesa di notizie sul futuro loro e delle rispettive famiglie da quando la produzione industriale si è fermata.

Naviga in cattive acque l’azienda del cavaliere Giuseppe Amato, accusato anche di bancarotta fraudolenta, chiusa dal 18 novembre in seguito ad una sentenza giudiziale dichiarativa di fallimento pronunciata dal tribunale di via Papio. Si cerca con ogni mezzo in queste ore la via del concordato fallimentare per salvare i posti di lavoro magari con una nuova cordata imprenditoriale che rilevi l’azienda salernitana. Si susseguono voci di un possibile interessamento di imprenditori cinesi pronti a rilevare l’antico pastificio campano ma le notizie e le smentite si susseguono febbrili in queste ore a complicare ulteriormente il quadro della situazione già di per se incerto. Sembra quasi una burla che la pasta originaria della Cina e importata da Marco Polo durante i suoi viaggi, almeno secondo la leggenda, faccia così ritorno in oriente magari grazie a qualche imprenditore di quella che una volta era una nazione rossa ed oggi una delle economie più floride del pianeta. Probabilmente è una semplice coincidenza che quella svendita e quella delocalizzazione del patrimonio aziendale italiano che tanto piace al governo Monti e ai vari Marchionne si concretizzi proprio sotto la prima legislazione interamente bancaria della storia di questo paese. La prima asta fissata dalla sezione fallimentare del tribunale di Salerno per il 18 novembre è andata deserta e i dipendenti si vedranno costretti a firmare in regione il contratto per l’attivazione della cassa integrazione i cui mensili non saranno però erogati prima di febbraio. Un bianco natale insomma per le solite vittime sacrificali, mentre i porci da qualche altra parte ingrassano sulle miserie altrui. Intanto i lavoratori dello storico pastificio non si danno per vinti ed hanno ottenuto dalla vicepresidente della Provincia, Anna Ferrazzano, l'istituzione di un tavolo al Ministero dello Sviluppo Economico. “Faremo partire subito la richiesta a Castano che ha già presieduto l'incontro salernitano dello scorso 6 ottobre ed ha ribadito un concreto interessamento”, ha dichiarato l'assessore al Lavoro “e cercheremo di ottenere un summit a Roma prima della scadenza del secondo bando, il 19 dicembre, al fine di verificare la disponibilità di imprenditori che possano essere interessati all'acquisto o anche al fitto dell'azienda, per far ripartire prima possibile la produzione dello storico marchio salernitano, che noi tutti vogliamo difendere e rilanciare”. C’è da scommettere che ci saranno tutti e 140 a Roma i lavoratori del pastificio Amato, con la grande correttezza e tenacia dimostrata fino ad ora mentre è certa la loro partecipazione alla notte bianca organizzata dal comune di Salerno. L’importante adesso è mantenere alta l’attenzione.

 

 

Antonio Casolaro