25.11.2011
Caserta » Ernesto Ferrante

Etleboro

E' piena di rabbia la lettera inviataci dai lavoratori dell’ex 3M di Caserta. Mentre gli attori, protagonisti e non, e le comparse della politica locale e nazionale continuano a blaterare a vanvera e a raccontare bugie, la disperazione divora le giornate e l’essere delle maestranze di quello stabilimento che era uno dei vanti di Terra di Lavoro.

Il loro calvario sembra non aver mai fine e dopo cinque anni e mezzo di protocolli d’intesa, pellegrinaggi a Roma e promesse non mantenute, si ritrovano ad avere tra le mani solo il pugno di mosche del consorzio Socratis, la “Società consortile rilancio aree industriali e servizi”, deputata alla reindustrializzazione dell’area ex 3M di San Marco Evangelista. Area che, ci fanno notare le maestranze, “è stata tutta messa nella gestione e disponibilità del consorzio Socratis il quale di recente è entrato anche nella disponibilità degli ultimi 60.000 mq. di terreno venduto alla Bioplastic, ultima grande industria in dismissione scissa dalla famosa cessione di ramo di azienda 3M Italia alla I.T.P. poi I.T.P. Basic e Bioplastic, rivelatesi tutte aziende non aziende, perché ad oggi si sono attuate solo liquidazioni e fallimenti dei relativi progetti industriali”. Metri quadrati che fanno gola a tanti ed è facile capire il perché: “quella dello storico stabilimento è una superficie di 304mila metri quadrati, di cui 40mila già coperti da capannoni industriali, acquistata alla cifra di quasi 35 milioni di euro; per i 264mila metri quadrati non al coperto, infatti, è stato fissato un prezzo di 70 euro al metro quadrato. 400 euro al metro quadrato è stata invece la valutazione della parte restante”. Una vertenza di lavoro che rischia di trasformarsi, dunque, esclusivamente in un gigantesco affare immobiliare per i soliti noti. Alle rassicurazioni del consorzio circa il reimpiego dei lavoratori, non sono seguiti i fatti: appena 18 dei 160 sono stati riassunti dalla BST, la quale, in virtù di generosi accordi, ha acquistato a prezzo vantaggioso altro territorio 3M. Ad inquietare particolarmente gli ex lavoratori dello stabilimento di San Marco Evangelista, è quanto si legge nel libro “La Barbarie” di Renato D’Andria. Quest’ultimo ed Alessandro Petti, nel maggio del 2006, si erano imbarcati insieme in un’ambiziosa avventura, rilevando, con la newco Itp, il ramo d’azienda di San Marco Evangelista della 3M. L’accordo sottoscritto presso la presidenza del Consiglio dei ministri prevedeva circa 30 milioni di investimenti per dar vita a tre nuove linee di prodotto (imballaggio protettivo, imballaggio flessibile e termoforatura) e garantire così la continuità occupazionale ai 200 lavoratori dello stabilimento. Ma quel progetto, come molti sanno, naufragò in poco tempo e tra i due soci si innescò un aspro contenzioso sfociato nel sequestro preventivo dei beni societari e nella nomina di un custode giudiziario. Nel libro si parla del tentativo di d’Andria e dei suoi difensori (in prima fila il penalista Alessandro Diddi) di impedire la vendita-spezzatino di un bene oggetto di custodia giudiziaria, come i suoli e i capannoni della ex Itp. “Gran regista di queste operazioni, peraltro vietate per legge - denunciano i lavoratori nella missiva inviataci - è Confindustria Caserta che, all’uopo, ha messo su un consorzio denominato Socratis, i cui responsabili trattano da pari a pari i brandelli del complesso col custode giudiziario, il commercialista romano Davide Franco”. L’Italiana trasformazione polimeri, i suoi otto poli ad avanzata tecnologia industriale proiettati a vincere le sfide dei mercati internazionali attraverso la green economy, e i 1.200 posti di lavoro promessi, però, sono ormai materia di Tribunali e cronache nere. Adesso occorre dare certezze a uomini e donne, giovani e meno giovani, ridotti alla fame, facendo emergere regie occulte e connivenze. “Possibile che tutti siano indifferenti, sordi e ciechi alle nostre richieste di giustizia? Dove sta la giustizia?”, si domandano i lavoratori.

 

 

 

Ernesto Ferrante