21.11.2011
Campania » Antonio Casolaro

Etleboro

Sono già attivissimi e motivati da più di un anno i “Cittadini Campani per un piano alternativo dei rifiuti” il nuovo comitato che si pone come obiettivo principale quello di mettere in contatto tutta l’area associazionista e movimentista impegnata nella lotta per una più civile e virtuosa gestione dei rifiuti.

Coordinati da Claudio Perrone, un carismatico commerciante del quartiere Mercato, si incontrano periodicamente in assemblee pubbliche alle quali partecipano cittadini di ogni estrazione sociale uniti dalla convinzione che l’unico futuro possibile per la Campania è in una rivoluzione nella gestione rifiuti. Rifiuti zero è il loro obiettivo che suona come una provocazione in una provincia come quella di Napoli dove esistono solo poco esempi positivi, come ci spiega Franco Matrone della “Rete dei Comitati Vesuviani”. Loro la rivoluzione la stanno facendo mettendo in contatto i 16 sindaci dei comuni vesuviani e vigilando su tutto il ciclo dei rifiuti. Gli obiettivi dei vari comitati campani sono sotto gli occhi di tutti e vanno dalla chiusura della discarica di Chiaiano ai successi delle “Mamme Vulcaniche”. “Bisogna spiegare alla istituzioni e alla gente che nessun rifiuto va bruciato e che tutti i materiali possono essere recuperati e riutilizzati, essi rappresentano una ricchezza e non ha senso bruciarli perché nulla si distrugge e le polveri della combustione rientrano nel ciclo alimentare” dichiara Perrone. Non hanno intenzione di delegare a nessuno le loro lotte quelli del comitato campano e la loro voce la fanno sentire direttamente al vice sindaco Sodano al quale stanno per presentare le loro proposte. Per adesso non sembra essere cambiato molto e la raccolta differenziata porta a porta,che doveva interessare trecentomila residenti entro la fine del 2011 è ferma a Scampia. Mancano i fondi, mancano le strutture e mancano gli uomini questo è ciò che ripetono gli amministratori locali ai comitati i quali controbattono con argomentazioni più che serie: la frazione umida può essere smaltita in maniera molto semplice e poco costosa addirittura posizionando una compostiera domestica nei condomini o addirittura sui balconi delle abitazioni, tutto sta nel creare il circolo virtuoso e informare i cittadini. Ma attualmente ciò che spaventa di più è l’imminenza di una nuova drammatica crisi. Il 31 Dicembre infatti scade il contratto della Lavajet ditta subappaltatrice di Asia e la raccolta rischia di subire un improvviso e drammatico rallentamento proprio nel periodo natalizio con le conseguenze che possiamo facilmente immaginare. Ma il piano “rifiuti zero” ha già diversi sostenitori infatti è di questi giorni la notizia che dal 5 al 7 dicembre si incontreranno i 16 sindaci campani che hanno già aderito al progetto. Dopo anni di movimentismo dei comitati insomma qualcosa comincia a muoversi anche a livello di amministrazioni locali anche se non tutti sembrano remare nella stessa direzione. Alcune voci sembrerebbero confermare l’individuazione da parte della provincia di tre nuovi siti da adibire a discariche, si tratterebbe di tre cave naturali situate due nel comune di Acerra ed una nel comune di Casoria a ridosso dell’aereoporto di Capodichino in una zona già martoriata da rifiuti e roghi tossici. “Sono cave assolutamente non a norma” ripetono i comitati riuniti per l’occasione all’ Hotel Continental “aprire un qualunque sito anche se temporaneo metterebbe in grave pericolo le falde acquifere e la salute di tutti i cittadini e poco importa se ci sono in ballo i fondi europei attualmente bloccati”. La sensazione è che qualcuno continui a giocare sporco sulla pelle dei cittadini mentre intanto la lotteria dei tumori continua a fare estrazioni a sorte.

 

 

Antonio Casolaro