16.11.2011
Campania » Giuseppe Parente

Etleboro

Dopo l'euforia delle 185mila tessere staccate e degli oltre due milioni di euro raccolti, con il tramonto del governo Berlusconi, è arrivato l'inaspettato choc di fine corsa.

Una domanda ci sorge spontanea: sarà il Popolo delle libertà, in salsa campana, a dare il via alle migrazioni di massa, verso i centristi della coppia Casini-De Mita, oppure l’improvvisa caduta del cavaliere restituirà ampi spazi decisionali ed ancora maggiore potere contrattuale ai signori delle tessere come il presidente della provincia di Napoli, Luigi Cesaro e l'ex sottosegretario all'Economia e coordinatore regionale del partito, Nicola Cosentino?

Cesaro tuttavia minimizza: “Il pericolo di una migrazione di massa verso altri lidi, non esiste proprio, in quanto, mai come in questo momento, il partito è stato cosi forte e coeso”. Le sue dichiarazioni ci lasciano perplessi, se pensiamo al conflitto incorso con il senatore nonché sindaco di Afragola, Vincenzo Nespoli, travolto da accuse di riciclaggio e di truffa, che vorrebbe conquistare l'incarico di segretario provinciale del partito, o anche alla guerra con il deputato Amedeo Laboccetta, che è ancora in corsa per la conquista della segreteria cittadina napoletana, nonostante le grane giudiziarie.

Il presidente Cesaro, sorvola su questi “piccoli” e “insignificanti” dettagli, e parla di un partito coeso, i cui parlamentari pensano esclusivamente a far uscire il paese da questa brutta crisi economica,  fortificato anche dal recente tesseramento al partito, dove porta in dote oltre 50mila tessere da spendere al congresso, diventando insieme all'ex sottosegretario Cosentino recordman del consenso. Secondo alcuni, però, la caduta del governo Berlusconi, potrebbe addirittura provocare un ricompattamento all'interno del partito azzurro, che in questi ultimi anni non si è fatto mancare nulla, con contrasti interni davvero forti, piccole faide, tentativi di scissione, fino al dossieraggio.

Perdono potere, invece, quei deputati campani il cui voto valeva oro, come Pisacane e Milo, abili a spuntare nell'emiciclo di Montecitorio agli ultimi istanti per alzare la posta in gioco, diventando potenti a tal punto da riuscire addirittura, pur non essendo napoletani, ad imporre propri candidati alle presidenze delle municipalità napoletane.

L'onorevole Michele Pisacane, è riuscito nella non facile impresa, di far eleggere la propria consorte in consiglio regionale, per poi farla diventare Ad dell'azienda di Stato Isa, dove ha triplicato gli stipendi. Antonio Milo, invece, è stato chiamato in causa per una strana storia di sedi consolari di paesi africani, finita sotto la lente di ingrandimento della Procura di Napoli. 

Potrebbero trovare rifugio nelle file dei centristi dell'Unione di Centro, alcuni personaggi che al rapporto con il territorio, hanno preferito quello personale con il leader, come l'attuale consigliere del Corecom Emanuela Romano, il consigliere regionale Antonia Ruggiero e l'onorevole Nunzia De Girolamo, che nel Popolo delle libertà avrebbero seri problemi di ricollocazione.

L'assessore regionale centrista Pasquale Sommese si dice pronto ad accogliere con tutti gli onori i transfughi, ricordando loro che nella vita si può cambiare, “per spinta ai valori, non per bassi compressi, non per una poltrona”.

 

 

Giuseppe Parente