29.10.2011
Campania » Ernesto Ferrante

Etleboro

Se non fosse grave sembrerebbe quasi un gioco quello dei crolli all’interno degli scavi di Pompei. Nella giornata di giovedì, la Uil ne ha denunciato un altro, questa volta nella Domus di Diomede sulla via Consolare, la stessa lungo la quale nei giorni scorsi erano crollati due muri di recente costruzione.

Sul posto sono accorsi i carabinieri che insieme alla Soprintendente ai beni archeologici di Napoli e Pompei, Maria Teresa Cinquantaquattro e ai tecnici della Soprintendenza, hanno effettuato verifiche nella zona per accertare l’entità dei danni. 

Secondo quanto riferito dai rappresentanti della Uil dei Beni culturali “la segnalazione sarebbe stata fatta dalla ditta incaricata dei lavori che avrebbe quindi avvertito il custode che poi ha dato l’allarme”.  Il sindacato chiede l’immediato avvio delle operazioni di monitoraggio per controllare tutto e mettere fine a questo stillicidio. La situazione, tuttavia, ha assunto i contorni del giallo, perché il ministero dei Beni Culturali, attraverso una nota, ha precisato che “in riferimento alle notizie diffuse da varie agenzie, secondo le quali vi sarebbe stato un nuovo crollo nell’area degli scavi di Pompei, relativo alla domus di Diomede, la verifica effettuata sul posto dai tecnici della Soprintendenza, in sopralluogo congiunto con le forze dell’ordine, ha accertato che tutto ciò non corrisponde a verità, nella maniera più assoluta”.  Il ministero ha anche reso noto che “nel corso di un sopralluogo nella Regio VI.1.4, si è constatato il parziale distacco della muratura posteriore di una fontana, che si è adagiata all’interno della fontana stessa. L’episodio non è sicuramente recente, come dimostra la crescita di vegetazione spontanea. Si tratta di una domus scavata nel 1700, chiusa al pubblico, la cui messa in sicurezza è già prevista nel Programma per la salvaguardia per Pompei”.  Poi una stoccata agli allarmisti. “Appare inaccettabile, attacca il Mibac, attesa la situazione di rischio dello stato di conservazione del patrimonio archeologico di Pompei che merita la massima attenzione per l’evolversi dei fenomeni di dissesto, che vengano propalate notizie allarmistiche atte a gettare discredito sull’Amministrazione dei Beni Culturali”.  E a quanto pare, Giancarlo Galan starebbe pensando anche di sporgere denuncia per procurato allarme. 

 Chi sta barando?

 

 

Ernesto Ferrante