29.10.2011
Campania » Ernesto Ferrante

Etleboro

È troppo poco per parlare di svolta, ma di certo è un buon segnale, se si considera il quadro generale, a dir poco desolante. Il Consiglio regionale della Campania ha votato all’unanimità per lo stop alla doppia retribuzione per ex consiglieri regionali che ora ricoprono altri ruoli in Parlamento o all’Europarlamento.

Quarantanove i presenti, tutti favorevoli alla proposta di legge che abolisce l’erogazione del vitalizio nel periodo in cui gli ex consiglieri ricevono anche lo stipendio da deputati o europarlamentari.

Si cancella, dunque, un vergognoso privilegio, istituito con la legge regionale numero 9 del 2005 che sopprimeva un articolo di una precedente legge (la 13 del 1996) che sospendeva l’erogazione del vitalizio ai consiglieri in caso di elezione in altri organi rappresentativi, nazionali, europei o di altre Regioni.
Teresa Armato, Raffaele Calabrò, Vincenzo De Luca (omonimo del sindaco di Salerno), Arturo Iannaccone, Cosimo Izzo, Mario Pepe, Giuseppe Scalera e Domenico Zinzi (che, oltre ad essere parlamentare è il presidente della Provincia di Caserta), dovranno rinunciare d’ora in avanti ad intascare il doppio generoso assegno. L’articolo 1 della legge regionale stabilisce, infatti, che “l’erogazione dell’assegno vitalizio è sospesa qualora il titolare dell’assegno stesso venga eletto al Parlamento europeo, nazionale o ad altro Consilgio regionale.
L’assegno è poi ripristinato con la cessazione dell’esercizio di tali mandati”. La legge entrerà in vigore dal giorno successivo alla sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania. “E’ una legge che non ha primogeniture, ma è frutto del lavoro di tutto il Consiglio”, ha commentato il presidente del Consiglio regionale della Campania, Paolo Romano. “L’approvazione in tempi brevi di questa legge, ha sottolineato l’azzurro, ha dimostrato la grande sensibilità di tutte le forze politiche”. Soddisfatto per l’approvazione del provvedimento anche Giuseppe Russo, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, che ha anche avanzato una proposta di riforma integrale dell’istituto del vitalizio. “Sono per un sistema totalmente contributivo”, ha spiegato il bersaniano. “Avendo versato soldi a titolo personale e non dei contribuenti, allora si sarebbe liberi di cumulare tutto. Diversamente non si può prevedere il cumulo di rendite e vitalizi, tutto a carico del contribuente”, ha concluso. Nulla di cui entusiasmarsi, ma in tempi di ristrettezze come quelli attuali, ben vengano tali provvedimenti. Chi occupa i palazzi del potere può e deve dare il buon esempio.

 

 

Ernesto Ferrante