22.10.2011
Caserta » Ernesto Ferrante

Etleboro

Ancora poche ore e poi sarà certificato il dissesto finanziario del Comune di Caserta. La riunione in seconda convocazione del Consiglio comunale (la prima c’è stata ieri) è prevista per lunedì mattina. Il rosso fluorescente dei conti del Comune, per mesi solo voce di corridoio, è ormai di dominio pubblico. Mastica amaro il sindaco piediellino Pio Del Gaudio (foto), ben sapendo che dopo lunedì cambieranno molte cose.

Amministrare in simili condizioni è difficile per non dire impossibile e le ricadute sui cittadini in termini di tasse (anche se su quest’aspetto si cerca artatamente di minimizzare) e tagli ai servizi saranno pesantissime, con inevitabili ripercussioni sul consenso di una giunta che per ovvi motivi ha già il fiatone. 

Basta snocciolare i numeri, per comprendere le dimensioni del disastro: 75 milioni di euro di residui passivi, 157 milioni di residui attivi, finanze ingessate per almeno 20 anni ancora. Comune già deficitario dal 2008, difficoltà di esigibilità di entrate, milioni di debiti fuori bilancio, lodi arbitrali sfavorevoli.  E non finisce qui: debiti con l’Enel per 3 milioni e 500mila euro, con Telecom per 1 milione e 100mila euro, con la società che ha gestito la mensa scolastica nel 2010 per 1 milione e 600mila euro, con le librerie che hanno ricevuto i buoni libro per 300mila euro, con Caserta Ambiente per 6 milioni di euro. Una voragine tutt’altro che sconosciuta, a quanto pare, a chi, in prossimità dell’urna, ha fatto il salto della quaglia dal centrosinistra al centrodestra.  E’ tanta la rabbia per quelle “carte” tenute nascoste dalla precedente amministrazione. Già il 4 gennaio scorso, tanto per rendere l’idea, la Corte dei Conti valutava negativamente la situazione finanziaria del Comune accennando al dissesto in una nota inviata a sindaco, presidente del Consiglio e revisori dei conti, mai diffusa neanche dal commissario prefettizio Piero Mattei nei mesi successivi. “I cittadini onesti, chiarisce il primo cittadino casertano, non avranno nulla da temere da ciò che accadrà: nessun aumento di tasse”. Linea dura, invece, nei confronti degli evasori, “senza sconti per nessuno”. Nemmeno per dirigenti e personale, finiti più volte nell’occhio del ciclone, soprattutto negli ultimi tempi. L’assessore alle Finanze, Nello Spirito, punta a valorizzare e vendere i beni immobili del Comune e a ridurre i fitti passivi (i Servizi Demografici si trasferiranno nell’ex Caserma Sacchi, i vigili urbani nei beni comunali dell’ex Sant’Antonio di via Giannone). Saranno inoltre controllate e razionalizzate le spese. Mai più mandati di pagamento senza osservare la cronologia degli atti. Sarà creato un Ufficio Unico delle Entrate comunali e verranno ridotti i tempi di riscossione coattiva. Del Gaudio vorrebbe poi definire incarichi legali “a obiettivo”, mettendo fine al massiccio esborso di risorse a favore di legali le cui opposizioni hanno avuto costi salatissimi per il Comune e scarsi risultati. Ipotesi, progetti e speranze per il futuro. Al momento, però, c’è un unico dato certo e si chiama dissesto.

 

 

Ernesto Ferrante