13.10.2011
Caserta » Ernesto Ferrante

Etleboro

Il Codacons di Caserta è sul piede di guerra per i soprusi delle compagnie assicurative.

Il suo responsabile, l'attivissimo avvocato Maurizio Gallicola, ha deciso di rompere gli indugi,  chiamando a raccolta tutti gli automobilisti di Terra di Lavoro, stangati di continuo dai signori del “tagliandino” con continui aumenti delle polizze e pratiche scorrette.

Il prezzo delle polizze è salito alle stelle: tra il 2009 e il 2010 è stato registrato un aumento medio compreso tra il 15 e il 18 per cento, con punte del 22 per cento per i motorini e di oltre il 30 per cento per le moto di cilindrata maggiore.

Per le compagnie,  i rincari non sono altro che l'ovvia conseguenza dell'aumento delle frodi (sono lo 0,79 per cento del totale dei sinistri, con punte in Puglia, dove raggiungono il 4,24 per cento e in Campania con il 4,27) e dei costi per la liquidazione del danno biologico in caso d'incidente, con riconoscimento dell'invalidità, oltre che degli effetti del decreto Bersani che avrebbe consentito a molti neopatentati di ottenere una classe di merito che non rispecchia il loro reale profilo di rischio. Sarà pur vero, magari in parte, ma non giustifica certi salassi. Tanti sono, poi, gli automobilisti che al verificarsi di un sinistro, senza nessuna responsabilità, si sono visti disdire la polizza assicurativa per il semplice fatto di essersi rivolti ad un legale di fiducia o per aver subito o causato un sinistro. “La lista è tanto lunga da non poterne più, una pioggia di disdette ingiustificate, chiara manifestazione del ruolo contrattualmente dominante che le imprese hanno nei confronti degli assicurati”, denuncia Gallicola. E cosa ancor più grave, questo comportamento vessatorio continua nonostante siano state comminate sanzioni all'Assitalia per aver disdettato in Campania centinaia di contratti senza nemmeno informare gli utenti.

L'associazione dei consumatori ha deciso, pertanto, di percorrere la strada della class action per cercare di riequilibrare la posizione contrattuale dell'utente rispetto al potere che in virtù di disposizioni contrattuali poste unilateralmente, porta le imprese assicurative a disdire a proprio piacimento il contratto in danno all'assicurato. Ma non finisce qui, perché, come spiega il leader del Codacons, oltre al danno c'è pure una salatissima beffa: “Qualora l'automobilista decidesse, infatti, di riassicurarsi presso il medesimo assicuratore pagherà circa il 30% in più di quanto sarebbe stato tenuto a pagare in assenza di disdetta, per non parlare del premio che dovrà pagare se intenderà rivolgersi ad altra assicurazione. Si tratta di un vero e proprio abuso di posizione dominate in danno agli utenti, tale condotta può potenzialmente produrre anche rilievi di natura penalistica giungendo a configurare il reato di estorsione”.

Di qui l'esigenza di una class action cui gli interessati potranno aderire tramite l'associazione. Tanti sono però coloro che, per risparmiare, si stanno orientando verso le compagnie cosiddette dirette, cui si accede via Internet o per telefono, che avendo costi fissi molto ridotti, propongono prezzi molto vantaggiosi, soprattutto il primo anno. Sono già oltre due milioni i loro clienti, pari a circa il 6 per cento del totale, ma nel nostro paese  si è ancora restii a cambiare compagnia (si parla di un misero 10% contro il 50% del mercato inglese).





Ernesto Ferrante