10.08.2011
Salerno » Ernesto Ferrante

Etleboro

L'Ateneo salernitano è di nuovo al centro di polemiche e sospetti.

Il Senatore Fabio Giambrone, membro della VII Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali) nonché vicepresidente del gruppo Idv al Senato della Repubblica, nella seduta n. 596, ha presentato un atto di sindacato ispettivo con cui chiede al ministro Gelmini di rispondere su quanto sta avvenendo all’Università di Salerno, dove dopo una serie di modifiche dello statuto, anche volte a prorogare le cariche apicali oltre i canonici due mandati, si è registrata la disattivazione di tutti i dipartimenti preesistenti (decreto del rettore 3 agosto 2010, n. 2414) e la costituzione di nuovi, ben 17, con relative elezioni, a dir poco sui generis, data la mancanza di comunicazioni ufficiali, dei relativi direttori.

“L’iter amministrativo non canonico descritto sopra, si legge nell’interrogazione, può essere riscontrato nella successiva, a giudizio dell’interrogante sconcertante, ristrutturazione delle strutture, alla quale ampio spazio è stato riservato anche dalla stampa locale.

Quattro decreti dirigenziali, n. 160, n. 161, n. 162 e n. 163 del 19 gennaio 2011, hanno annunciato le determinazioni assunte dal Senato accademico dell’Ateneo nella riunione dell’11 gennaio 2011 e dal decreto dirigenziale 14 gennaio 2011, n. 125, con il quale, a decorrere dal 17 gennaio 2011, a supporto delle attività amministrative dei cinque distretti dipartimentali venivano costituiti i seguenti uffici: ufficio supporto a organi, ufficio supporto ad alta formazione, ufficio ricerca, contratti, convenzioni e trasferimento tecnologico, ufficio economato e patrimonio, ufficio contabilità e spese generali, e venivano individuati i rispettivi capi ufficio. Inoltre, con i citati decreti dirigenziali il personale tecnico amministrativo è stato assegnato alla struttura amministrativa costituita a supporto delle attività del singolo distretto dipartimentale”. Le soluzioni adottate dalla dirigenza, come denunciato a partire dal mese di gennaio dall’Unione sindacale di base, hanno segnato negativamente i lavoratori e i relativi servizi prodotti ed erogati in questi mesi.
A tutt’oggi, il numero dei procedimenti amministrativi completati è drammaticamente inferiore a quello dell’anno precedente.
Nonostante l’abnegazione e lo spirito di sacrificio dei lavoratori, la rivoluzione dei distretti dipartimentali si è rivelata un mezzo disastro.
Contravvenendo, tra l’altro, al principio di autonomia finanziaria e contabile dei dipartimenti universitari sancita dal decreto del presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 (art. 86: “Il dipartimento ha autonomia finanziaria ed amministrativa e dispone di personale tecnico ed amministrativo per il suo funzionamento”).
“A questo punto, si legge in una nota, USB chiede al magnifico rettore Pasquino di anticipare a settembre il consuntivo promesso ai direttori di dipartimento, in modo da riparare per fine anno a quello che possiamo definire un progetto inefficiente e dannoso, ribadendo, inoltre, la necessità di inserire l’autonomia funzionale dei dipartimenti nello statuto che è ancora in discussione”.
“Nel rispetto delle diverse responsabilità ed interessi rappresentati, afferma Pietro Di Gennaro dell’esecutivo USB Università di Salerno, rinnoviamo la disponibilità al confronto con la dirigenza dell’ateneo e le forze politiche presenti sul territorio, cogliendo l’occasione per ringraziare Idv per la sensibilità dimostrata su temi che devono vedere l’intera collettività unita nel difendere l’Università pubblica come istituzione bene comune per la sua fondamentale funzione sociale nel presente e nel futuro dell’intero paese”.

 

Ernesto Ferrante