05.08.2011
Emergenza rifiuti » Ernesto Ferrante

Etleboro

I viaggi dei camion con a bordo i i rifiuti napoletani verso le discariche di Savignano Irpino e San Tammaro possono continuare fino al 9 agosto.

Il Tar del Lazio ha respinto, infatti, la richiesta di sospensiva dell'ordinanza regionale per i flussi extraprovinciali, presentata dalle Province di Caserta e Avellino, prescrivendo però che entro il 31 agosto la Regione Campania, attraverso l'Arpac, debba fornire i dati tecnici sulla reale capacità delle discariche della provincia di Napoli ad accogliere i rifiuti.

La saturazione degli impianti del napoletano da cui deriva l'urgenza che legittima l'adozione delle ordinanze firmate dal governatore dovrà, dunque, essere certificata. Nonostante il colpo incassato, le Province di Caserta e Avellino palesano ottimismo. Il presidente casertano Domenico Zinzi che appena qualche giorno fa aveva formalmente diffidato Caldoro dall'autorizzare nuovi conferimenti presso il sito di San Tammaro, ha sottolineato come dal Tar sia arrivato un dato confortante, perché dai rilievi circa la capienza degli invasi di Chiaiano (dove la settimana scorsa, durante un sopralluogo è esplosa una vasca di percolato e si è improvvisamente aperto un geyser alto 10-15 metri che ha diffuso il liquido nocivo su tutta l'area della discarica) e Terzigno emergerà “che possono ancora ricevere spazzatura”. “Il Tar Lazio, ha aggiunto Zinzi, ha anche stabilito che la Regione, sempre entro il 31 agosto, deve dar conto delle iniziative concrete messe in atto per giungere ad una situazione di ordinarietà nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Questo principio per noi è sacro: ogni provincia deve provvedere autonomamente al ciclo dei rifiuti, senza scaricare sugli altri le proprie inefficienze”. “Noi lo stiamo facendo da tempo, siamo autosufficienti, ha concluso il centrista, è giunta l'ora che raggiungano questa condizione anche Napoli e provincia”. “Il Tar ha bloccato l'uso strumentale e sistematico dei provvedimenti straordinari”, commenta Giancarlo Viglione, legale della Provincia di Avellino, sottolineando come siano stati posti anche due principi, e cioè che “si può sversare nella provincia di Avellino solo dopo che gli organismi tecnici competenti hanno attestato l'inidoneità delle discariche della provincia di Napoli e che le ordinanze sono provvedimenti eccezionali alle quali si può ricorrere solo dopo aver assunto tutte le iniziative per una gestione ordinaria del ciclo dei rifiuti in quelle province”. Difendere il territorio che si amministra è cosa buona e giusta, ma bisognerebbe evitare ipocrisie e memorie corte. Il presidente della Regione sta applicando una legge dello Stato sottoscritta a Roma da quegli stessi parlamentari che adesso capeggiano le proteste. Emblematico è il caso del presidente Zinzi che, da buon casiniano, aveva sostenuto tale norma nella capitale, da parlamentare, per poi contestarla a Caserta. Tra coloro i quali hanno votato il comma 7 bis della legge n. 1 del 2011 nel quale c'è scritto che “in presenza del permanere di criticità derivanti dalla non autosufficienza del sistema di gestione dei rifiuti, e fino alla completa realizzazione dell'impiantistica necessaria alla chiusura del ciclo integrato dei rifiuti, il Presidente della Regione provvede, e quindi è obbligato, ad emanare una o più ordinanze, per garantire una gestione ottimale dei rifiuti e dei relativi conferimenti per ambiti territoriali sovraprovinciali”, c'era anche lui...

 

Ernesto Ferrante