22.07.2011
Emergenza rifiuti » Ernesto Ferrante

Etleboro

Nichi Vendola esce allo scoperto e dice no ai rifiuti napoletani. Le 110mila tonnellate accolte dalla regione da lui governata in questi ultimi tre anni possono bastare, adesso tocca agli altri. Questo in sintesi il suo ragionamento.

“La Puglia rifiuterà i rifiuti provenienti dalla Campania se non ci saranno garanzie del Paese nell'affrontare l'emergenza”, ha annunciato Vendola, parlando al consiglio regionale pugliese. Le promesse fatte dal Governo non sono state mantenute, e il “ristoro ambientale”, vale a dire la somma destinata alle bonifiche delle aree che ospitano l'immondizia, previsto dal protocollo sottoscritto con Palazzo Santa Lucia il 3 dicembre del 2010, non si è ancora visto. “Siamo sostanzialmente di fronte, ha detto il leader di SeL, ad un trasferimento dell'emergenza dalla Campania alla Puglia, ad una solidarietà coatta e impedente dell'esercizio di tutela della salute pubblica. Inaccettabile. La Regione Puglia ha voglia di esprimere solidarietà a qualunque territorio che viva una situazione emergenza perché la solidarietà è dovere assoluto che appartiene al nostro essere membri della comunità nazionale, ma non è un alibi per i territori che intendono sottrarsi a questo dovere e non può essere esercitata a scapito dei cittadini pugliesi”. “Tre principi, ha spiegato, con i quali noi annunciamo che a prescindere dalla configurazione giuridica del rifiuto trito vagliato, noi rifiuteremo il rifiuto se non ci saranno garanzie del coinvolgimento del Paese nell'affrontare l'emergenza e se non ci sarà data la possibilità di tutelare la salute pubblica”. La paura più grande è che continuino ad arrivare nella regione rifiuti di cui si può solo solo desumere la tipologia visto che sono prodotti dagli Stir e per di più a bordo di mezzi non sigillati, come è già accaduto altre volte. Tanto è vero che si parla di 40-45mila tonnellate “non conformi”. Ed è stata proprio la mancanza di controlli, ad innescare la battaglia giudiziaria che ha reso necessario il pasticciato intervento del Governo, le cui tappe sono state ricostruite dallo stesso governatore: “I primi camion giunti in Puglia sulla base del protocollo con la Campania erano fuori dalle regole sancite nello stesso protocollo ambientale, come verificato da Arpa e polizia provinciale. Abbiamo rinviato indietro i camion. A quel punto è accaduto qualcosa di molto spiacevole: la Regione Campania e la Protezione civile in rapporti diretti con le imprese che smaltiscono nelle loro discariche i rifiuti speciali, hanno ignorato il protocollo, tanto che i rifiuti hanno iniziato un transito extra-protocollo nelle discariche pugliesi. Noi ci siamo rivolti alla magistratura amministrativa ed il Tar Lazio ci ha dato ragione. Poi il Consiglio di Stato ha sospeso l'esecutività di quella sentenza”. Non è fantasioso pensare che molto presto l'emergenza possa esplodere anche in Puglia. Le aziende proprietarie di discariche, infatti, soprattutto nel tarantino, hanno sottoscritto accordi con la Regione Campania per il conferimento di un minimo di 1300 tonnellate al giorno, che, conti alla mano, significano altre 200mila tonnellate entro fine anno.

Ernesto Ferrante