15.07.2011
Tribuna » Ernesto Ferrante

Etleboro

Svendite nei negozi e saldi nelle piazze d'affari. Fioccano le occasioni nel torrido luglio di quest'Italia alla deriva, lacerata al suo interno da una cruenta lotta tra bande di pezzenti del partitismo ed aggredita dall'esterno da chi ha fiutato l'occasione buona per completare l'abbuffata dei gioielli di stato iniziata nei primi anni 90.

I mercati azionari fanno incetta di BTP. Chi compra i titoli di stato italiani? Banche, istituzioni finanziarie ed investitori istituzionali. Il solito giochetto dell'affamatore che compra la fame...
Nel comunicato di Bankitalia si parla di grande successo dell'asta con Bot da 6,75 miliardi - tutti collocati ma con rendimenti schizzati al 3,67%.
La gustosa torta degli interessi sul nostro debito pubblico è stata letteralmente divorata, sotto gli occhi degli “altri”, quei tanti italiani con pochi zeri in banca e tanti prestiti sul groppone, ridotti in mutande dagli usurai legalizzati del debito al consumo e dalle non politiche economiche di qualche contabile da condominio travestito da ministro.
Per loro può bastare un più leggero grissino, magari accompagnato da un bel bicchierone d'acqua, da gustare mentre il governo, con la scusa del pericolo fallimento, gli alleggerisce ulteriormente le tasche con una Finanziaria vampiresca.
Di lotta alla precarietà neanche a parlarne, men che meno di sostegno all'occupazione giovanile.
All'Italia peggiore, quella flessibilizzata ed interinale, toccherà un sonante calcio nel sedere. Sonni tranquilli potranno continuare a dormire, invece, gli evasori: per loro è previsto un nuovo condono.
Le lacrime e il sangue annunciate valgono solo per il lavoratori pubblici, i cui rinnovi contrattuali per gli anni 2011-2013 sono bloccati e le cui buste paga fino al 2017 vengono congelate.
Intanto il costo della vita aumenta e i consumi si contraggono. Solo vacche magre all'orizzonte? Niente affatto, anche grassi porci: i soliti...


Ernesto Ferrante