11.07.2011
Campania » Giuseppe Parente

Etleboro

Con un risultato che sa di clamoroso al Cibali, di carosiana memoria, Alberico Gambino, ex sindaco di Pagani, popoloso comune dell'hinterland salernitano, resta consigliere regionale.

E' stata annullata, infatti, la sentenza di condanna per peculato, pronunciata dalla corte di appello di Salerno, ed è stata rinviata ai giudici della corte di appello di Napoli.

Il processo vedeva coinvolto il consigliere regionale Gambino, accusato di peculato per aver usato impropriamente la carta di credito del comune di Pagani, quando ne era il sindaco.

In questo modo, in attesa del processo di secondo grado, da parte della corte di Appello di Napoli, Alberico Gambino potrà continuare ad occupare il suo scranno, dopo essere ritornato in Consiglio il 19 maggio scorso, in esecuzione del decreto di reintegro firmato dal presidente del Consiglio, Berlusconi.

Diversa ed anche più imbarazzante è la situazione di Roberto Conte, eletto in una discussa lista fai da te, di stretta osservanza pidiellina, denominata “Alleanza di Popolo”, che chiede di essere reintegrato tra i banchi dell'assemblea, anche se, fino a questo momento, il Consiglio regionale della Campania ha deciso di non decidere.

Nel 2009, Roberto Conte, all'epoca consigliere regionale del Partito democratico, fu condannato, in primo grado, a 2 anni e 8 mesi per concorso esterno in associazioni mafiosa.

Nei suoi confronti, inoltre fu disposta la sospensione dai pubblici uffici per la durata di 18 mesi.

Terminato il periodo di sospensione dai pubblici uffici, Palazzo Chigi firmò per il reintegro di Conte in consiglio regionale, ma l'aula non si è mai espressa.

Il centro destra che non vive giorni felice, preferisce tergiversare, in quanto il suo rientro creerebbe ulteriori problemi.

Il consigliere Conte, nel frattempo ha diffidato il consiglio regionale a dare attuazione al decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri, chiedendo lo stesso trattamento riservato ad Alberico Gambino

Con sorprendente velocità, segno di vitalità del consiglio, il presidente Paolo Romano, ha invece firmato una serie di decreti di nomina, avvalendosi dei poteri sostitutivi.

Tra le nomine effettuate, spicca quella di Maurizio Matacena, nel collegio sindacale della Asl Napoli 1.

Matacena, è stato consigliere comunale a Napoli, eletto nelle file dell'allora Alleanza Nazionale.

Indagato per riciclaggio, in concorso con il senatore Enzo Nespoli per il crack di un istituto di vigilanza privata e candidato alle ultime elezioni con scarso successo, tanto da non risultare eletto, ha avuto, dunque, la sua “ricompensa”.

Storie di azzurra meritocrazia.

 

 

Giuseppe Parente