11.06.2011
Italia » ErFer e Costagliola

Etleboro

Solca mari e spiagge tropicali in cerca della sua Isola che non c'è più.

Gira l'Italia in lungo e in largo con la sua fatica scrittoria in tasca e un pugno di mosche tra le mani, sperando di trovare nuovi amici.

Sfoglia il libro dei prefissi telefonici scritto dai suoi uomini alle recenti elezioni amministrative, sognando moltiplicazioni di consensi e numeri, mentre le poltrone sotto le natiche amiche ballano la mazurka.

E' Gianfranco Fini, ieri delfino di Almirante, oggi sogliola adagiata su fondali della politica italiana.

Il suo figlio politico, Futuro e Libertà, è un autentico minotauro partitico. Nato da una costola della destra “sdoganata” dall'omino di Arcore, ha il puntiglio di definirsi moderato. E per accreditarsi tra gli avventori della palude centrista, inanella scelte palesemente in linea con il liberal liberismo privatizzatore imperante.

La posizione sull'acqua è emblematica. I barman flinioti hanno mescolato maldestramente distillati post-ideologici da destra economica becera e spruzzi di populismo cristiano-sociale sfiatato, creando un beverone per stomaci forti. D'altra parte, il decreto Ronchi non a caso porta il nome di un suo esponente di punta, lo stesso che morde il freno per tornare all'ovile berlusconiano.

A questa condizione si aggiunge l'acceso atlantismo del presidente della Camera, che sembra dettare il pensiero del nuovo partito in maniera monocratica. Non ingannino i vagiti di Urso e dello stesso Ronchi: trattasi di quisquilie e pinzillacchere.

L'ideologia degli Ogm dell'almirantismo è piattamente liberista, prona ai diktat atlantici in politica estera e al mercantilismo più sfrenato nel campo delle politiche economiche e del lavoro.

A questa deriva destrorsa, si accompagna una apertura gauchiste di stampo umanitarista in materia di immigrazione.

In questo campo Fli si avvinghia voluttuosamente al Pd e agli altri partiti mondialisti, arrivando a perorare la generosa estensione della cittadinanza in nome dello ius soli con una proposta di legge presentata dal suo Granata e dal piddino Sarubbi.

Poche idee ma ben deleterie”, potrebbe essere il motto di questa confusa formazione politica, che ha come unico vantaggio il fatto che pochi la conoscono realmente.

La premiata ditta Fini & Co. condisce il tutto con un patriottismo inverosimile, e se da una parte svende la sovranità agli americani, dall'altra è pronta a difendere l'italianità di Bolzano.

L'ex missino si commuove alla vista degli immigrati che cantano Fratelli d'Italia e magnifica quell'Italia di allogeni che esalta acriticamente il risorgimento e fanaticamente la resistenza.

Una sorta di mostro politico si aggira nell'emiciclo parlamentare. Un Frankenstein, un Arlecchino ideologico, che ancheggia sui marciapiedi del potere in attesa del mecenate giusto.

 

 

ErFer e Costagliola