06.02.2011
Salerno » Ernesto Ferrante

Etleboro

Coldiretti Salerno torna a farsi sentire sulla questione dei fondi per le alluvioni che hanno devastato il salernitano, all’indomani della mobilitazione a Roma promossa dall’assessore provinciale salernitano alla Protezione Civile, Antonio Fasolino, e dal presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli, per chiedere un equo trattamento rispetto ad altre zone d’Italia, che ha avuto come risultato l’impegno del governatore Caldoro a stanziare 25 milioni di euro.

Secondo Coldiretti, la protesta in questi termini e con queste modalità è utile solo fino ad un certo punto, ma la priorità deve essere la prevenzione, mettendo in piedi tutte quelle azioni di programmazione ordinaria e straordinaria che consentono il non verificarsi di eventi del genere, a partire dalla piena operatività dei Consorzi di Bonifica deputati alla regimazione delle acque fluviali e di scolo, attuando una puntuale manutenzione idraulica dell’intero reticolo dei canali di affluenza e defluenza, nonché delle strutture poste al contenimento delle acque e degli alvei fluviali.
Esistono, inoltre, progetti esecutivi immediatamente cantierabili di milioni di euro che giacciono da mesi e mesi in Regione Campania in attesa della dotazione finanziaria necessaria, e non va dimenticata la misura 126 del PSR della Campania specificamente mirata al “ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e introduzione di adeguate misure di prevenzione” che a tutt’oggi non è stata attuata.
Occorre andare, dunque, oltre l’episodicità e l’emergenzialismo del momento, predisponendo gli strumenti normativi ed operativi che possano realmente garantire la sicurezza dei cittadini insieme alla tutela delle attività produttive, agricole e non, che insistono sul territorio. “All’indomani della chiamata alle armi dell’assessore Fasolino, è scritto nella nota diffusa, Coldiretti sostenne l’esigenza, in primis, di avviare un confronto con la Regione dal quale poi, sarebbe potuta anche scaturire una strategia di mobilitazione su altri livelli, con un percorso che, al di là delle parole d’ordine e degli slogan ad effetto, avrebbe consentito di realizzare una consapevolezza molto più forte tra i protagonisti”. “Coldiretti Salerno, si legge ancora, ritiene che amministrare un territorio sia un esercizio di alta responsabilità e ne comprende appieno le difficoltà; è, anche convinta che chi amministra debba in via prioritaria agire per limitare i danni alle popolazioni ed alle imprese dei diversi comparti produttivi.
Amministrare per poter dire agli altri quello che debbono fare è cosa diversa, riduttiva, lontana dalla cultura delle nostre imprese che quotidianamente operano in contesti non facili, in molti casi senza servizi adeguati, subendo la burocrazia di enti ed organismi che invece di accompagnare e sostenere le iniziative produttive, appaiono distrattamente impegnate a garantire il “mantenimento” di se stesse”. Gli interlocutori, per la Coldiretti, ci sono e sono anche quelli giusti: il governatore Stefano Caldoro, l’assessore regionale all’Agricoltura, Vito Amendolara, l’assessore all’Ambiente, Giovanni Romano, e l’assessore ai Lavori Pubblici Edoardo Cosenza.
Riferimenti qualificati con i quali “impostare un ragionamento che, partendo dalla soluzione dell’emergenzialità e dei giusti risarcimenti alle imprese colpite dall’alluvione, possa volare più in alto affrontando con decisione le tante emergenze potenziali che il territorio si trova continuamente a subire, in una logica assurda che ci costringe a spendere molto di più per ricostruire rispetto a quanto potremmo effettivamente programmare di spendere in termini di prevenzione e manutenzione vera sul territorio”.

Ernesto Ferrante