16.01.2011
Salerno » Pietro Caggiano

Etleboro

Pur condividendo le finalità dell’azione messa in campo dall’Assessore Antonio Fasolino e dalla Amministrazione Provinciale di Salerno, finalizzata ad un equo trattamento rispetto ad altre zone d’Italia in merito ai danni causati dalle alluvioni dello scorso novembre, Coldiretti rileva la incoerenza insita nelle modalità di protesta proposte nell’incontro (n.d.r.13 gennaio u.s.).

Infatti, la nostra mancata adesione è motivata da una diversa linea di azione da porre in essere: la priorità deve essere la prevenzione. Prevenire significa mettere in piedi tutte quelle azioni di programmazione ordinaria e straordinaria che consentono il non verificarsi di eventi del genere.

Occorre, dunque, garantire la piena operatività dei Consorzi di Bonifica deputati alla regimazione delle acque fluviali e di scolo, attuando una puntuale manutenzione idraulica dell’intero reticolo dei canali di affluenza e defluenza, nonché delle strutture poste al contenimento delle acque e degli alvei fluviali . Esistono progetti esecutivi immediatamente cantierabili di milioni di euro che giacciono da mesi e mesi in Regione Campania attendendo la dotazione finanziaria necessaria, esiste altresì un quadro normativo di grande complessità che sottende la gestione idraulica dei territori che necessità di una profonda rivisitazione e snellimento. Esiste la misura 126 del PSR della Campania specificamente mirata al “ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato da calamità naturali e introduzione di adeguate misure di prevenzione” che a tutt’oggi non è attuata.

Appare, inoltre, demagogico, per la parte agricola, che le Istituzioni Locali, ai vari livelli, che hanno governato sui territori, gestendo le numerose “calamità” atmosferiche succedutesi nel tempo, non si siano accorte del fatto che solo in pochissime occasioni i contributi sono giunti a favore delle imprese agricole colpite da tutta una serie di avversità atmosferiche, rimanendo il grosso delle aziende senza alcun indennizzo, costrette a risollevarsi solo con le proprie forze.

Coldiretti ritiene, quindi, che se una azione di mobilitazione debba essere attuata debba partire da una necessaria attenta valutazione della situazione del territorio provinciale per giungere ad una programmazione tesa a formulare proposte che vadano oltre la episodicità del grave evento di cui trattasi, per premunirsi di strumenti che possano quanto più garantire la sicurezza dei cittadini insieme alla tutela delle attività produttive, agricole e non, che insistono sul territorio.

Coldiretti è pronta a sostenere tutte le azioni che, con atti politici ed amministrativi il livello regionale intenderà attuare, nella consapevolezza che sarà la Regione Campania con Caldoro, come nel Veneto con Zaia, a dover gestire la distribuzione delle risorse finanziarie che, auspichiamo, giungeranno.