08.08.2010
Emergenza ambientale » Ernesto Ferrante

Etleboro

Vittime sacrificali sull'altare dorato dell'Ecomafia spa e capri espiatori di una politica politicante dominata da incapaci e cialtroni. E' triste il destino di Acerra e Giugliano, lembi d'inferno popolati da gente condannata a soffrire dalle scellerate decisioni altrui. L'avevamo scritto in tempi non sospetti che avremmo scommesso anche cifre importanti sull'ubicazione di un altro inceneritore, dopo quello di Acerra, proprio dove i signori dei rifiuti avevano colpito più duramente.

Eravamo stati etichettati come Cassandre, come affetti da complottismo cronico. E invece, ancora una volta, i fatti ci hanno dato ragione. Il nuovo termovalorizzatore campano che dovrà bruciare le ecoballe di Taverna del Re, sarà realizzato all'interno dello stesso sito, a Giugliano, la più popolosa città campana non capoluogo di provincia dove da anni si seppelliscono e si bruciano illegalmente rifiuti di ogni genere. Ad annunciarlo è stato Giuseppe Caliendo, assessore all'Ambiente della provincia di Napoli. Una decisione che ha suscitato sconcerto ed indignazione. Ho appreso con grande preoccupazione l'annuncio ufficiale dell'Assessore Caliendo di un nuovo termovalorizzatore per le ecoballe di Taverna del Re da realizzare all'interno di questo stesso sito”, ha affermato il Presidente della Commissione Regionale su Ecomafie, rifiuti e bonifiche Antonio Amato.

Ad inquietare maggiormente Amato è stato però l'improvviso cambiamento di rotta dell'assessore regionale all'Ambiente, Giovanni Romano, il quale dopo aver pubblicamente dichiarato che che si sarebbe verificata la possibilità tecnica di destinare, come da contratti sottoscritti, una linea del termovalorizzatore di Acerra alle ecoballe, ha scartato questa opzione perché quelle balle sono della Fibe, è lei che deve farsi carico dei costi”. Una motivazione a dir poco singolare che ci convince poco. Romano farebbe bene a chiarire il perché dell'impossibilità di utilizzare l'impianto di Acerra che pure era nato anche per le ecoballle e in che modo si intende richiamare la Fibe alle sue responsabilità. Vuoi vedere che l'impianto di Acerra è solo una colossale patacca Berlusconian-Bertolasiana, come noi andiamo dicendo da mesi? Tra Giugliano e Villa Literno ci sono 6 milioni di ecoballe. Dovrebbero essere rifiuti facilmente smaltibili, risultato di un processo di lavorazione ad hoc. Nella realtà, però, come accertato a seguito di indagini, si tratta di monnezza impacchettata e compressa.

Rifiuti urbani e non, elegantemente incartati per sembrare innocui e trattati, posti sotto sequestro come “corpo del reato” dai magistrati napoletani, perché risultati non a norma. Una parte delle ecoballe stoccate tra Giugliano e Villa Literno, meno di un milione, è di proprietà del commissariato di governo, che le sta smaltendo ad Acerra. Il resto appartiene alla Fibe, la società del gruppo Impregilo che ha costruito a suon di lauti finanziamenti l'inceneritore e che ha ottenuto, dall'allora commissario Antonio Bassolino, l'autorizzazione a smaltirci le ecoballe. Cosa che però non è mai avvenuta. Ma quale sarà mai il motivo alla base di questo misterioso stop? E' stato l'ex assessore all'Ambiente della Regione Campania, Walter Ganapini, a rivelarlo qualche tempo fa, prima che il tutto venisse occultato dai fumogeni propagandistici del Governo.

Le balle di Giugliano e Villa Literno non si possono bruciare, disse Ganapini, perché Impregilo le ha date in garanzia alle banche che gli hanno permesso di partecipare alla gara per il ponte sullo stetto di Messina”. “Io mi sono trovato varie volte in prossimità di definire una soluzione insieme ai sindaci dei due comuni interessati, aggiunse l'ex Assessore, e avevo anche avanzato una proposta, ma mi sono dovuto bloccare perché le vecchie ecoballe non sono di fatto disponibili: 3 milioni sono sotto sequestro come corpo di reato e ho avuto la conferma che le altre sono state date da Impregilo in garanzia a un pool di banche che hanno elargito un finanziamento di 900 milioni di euro perché l'azienda potesse partecipare alla gara del Ponte sullo Stretto”. Roba da sbattere tutti dentro e buttare via le chiavi. E a poco servono le smentite di rito degli uomini della Impregilo. I ritardi ingiustificati e i repentini cambiamenti di rotta dicono molte più cose di qualche asettico comunicato stampa. Per l'ennesima volta si antepone l'interesse di pochi a quelli della collettività. L'inceneritore a Taverna del Re serve solo a regalare soldi pubblici ai clienti della politica.

Quei rifiuti ammassati lì da anni sono ormai indifferenziabili e ancor più pericolosi, perché esposti agli agenti atmosferici. “Tal quale” divenuto “eco” per decreto prodiano. Monumento alla vergogna e micidiale pozione da far bere tutta d'un sorso ad una terra violentata ed umiliata.

 

 

 Ernesto Ferrante