18.05.2010
Avellino » Giuseppe Parente

Etleboro

Parafrasando il famoso libro “Cristo si è fermato a Eboli”, la nuova giunta di centro destra della regione Campania si è fermata ad Avellino.

Nella tarda serata di sabato c'è stata finalmente l'ufficializzazione della nuova giunta regionale, al termine di una giornata ricca di polemiche, di accuse, di veti incrociati, di prese di posizioni favorevoli o contrarie a questo o quell'esponente politico di quel variegato mondo che è il centro destra in salsa campana.

 

Il neo governatore Stefano Caldoro era pronto già da giorni ad annunciare la giunta ma sul più bello è scoppiata la rivolta del popolo delle libertà di Avellino, con minaccia di uscita dal partito e creazione di autonomi gruppi consiliari in seno al comune di Avellino e al consiglio provinciale da parte delle stragrande maggioranza dei consiglieri del pdl, come segno di protesta per la quasi sicura presenza in giunta regionale del consigliere Antonia Ruggiero, prediletta e sponsorizzata niente poco di meno che dal premier Berlusconi.

I ribelli della verde irpinia, lamentano il mancato rispetto degli accordi presi dalla neo eletta consigliera regionale con la classe dirigente provinciale del partito, in virtù dei quali, in caso di nomina, quasi sicura, ad assessore regionale, doveva dimettersi da consigliere regionale per lasciare spazio al primo dei non eletti Cusano e consentire una maggiore rappresentanza del partito in seno al consiglio regionale.

Il presidente della provincia di Avellino, nonché senatore della Repubblica Italiana, Cosimo Sibilia, e il capogruppo in consiglio provinciale, Franco Di Cecilia, sono pronti a lasciare il popolo delle libertà, dopo essersi impegnati in prima persona per l'elezione della bella Antonia con estenuanti porta a porta tra le centinaia di frazioni nelle quali sono divisi i comuni della verde Irpinia, pensavano di ricevere un trattamento diverso dal partito e dalla consigliera eletta.

L'iniziativa delle dimissioni di massa dal partito della quasi totalità degli eletti al comune di Avellino e alla provincia, secondo Franco D'Ercole, ex leader dell'opposizione in consiglio regionale durante l'ultimo governo Bassolino, era sicuramente provocatoria ma esprimeva un timore sicuramente condivisibile, in virtù del quale non si poteva delegare ad altri la rappresentanza provinciale in seno al consiglio regionale.

La classe dirigente del pdl irpino, secondo D'Ercole, dispone di energie e di esperienze maturate sul campo che devono essere prese nella massima attenzione da parte dei vertici regionali, come anche i problemi che attanagliano la provincia di Avellino, dalla emergenza geologica alla gestione delle sorgenti idriche, dal declino del tessuto industriale, con la crisi dei distretti produttivi di Solofra e di Ariano Irpino.

 L'Irpinia merita di essere rappresenta da una persona valida e competente, altro che belle donne non rispettose dei patti sottoscritti in precedenza con la classe dirigente del partito e catapultate sul territorio dal solito potente di Arcore, come sostengono i soliti malpensanti.

Giuseppe Parente



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