29.10.2009
Emergenza ambientale » Ernesto Ferrante

Etleboro

Salerno avanti tutta, Napoli a picco. Migliora Benevento, peggiora Caserta, si mantiene stabile Avellino. E' questa la fotografia dell'ambiente campano che appare nella XVI edizione di Ecosistema Urbano di Legambiente, il rapporto annuale realizzato con la collaborazione scientifica di Ambiente Italia e il contributo editoriale de Il Sole 24 ore.

Le politiche ambientali urbane in Campania non decollano e l'incapacità di sfruttare le opportunità, anche economiche, offerte da una più attenta e lungimirante gestione dei rifiuti, della mobilità e dell'energia è sempre più manifesta.  La nota lieta è Salerno, regina della Campania sul piano della qualità ambientale, con uno scatto avanti di ben 49 posizioni rispetto allo scorso anno(ora è 34°). La qualità dell'aria migliora con livelli del Biossido di azoto che raggiungono i valori di 23,8 ug/mc molto al di sotto dei limiti previsti dalla legge che sono di 40ug/mc. Al di sotto del limite di legge di 40 ug/mc il Pm10 che nella città governata da De Luca presenta una media di 33,9 ug/mc. Significativo miglioramento anche nella raccolta differenziata e parallela diminuzione della produzione di rifiuti pro-capite con un passaggio dai 532kg per abitante ai 510. Aumenta la “quota” pro-capite di mq per estensione di area Ztl con circa 2mq per abitante rispetto al metro quadro, dello scorso anno. Aumentano le aree verdi, ottima la capacità di depurazione con il 95% e diminuiscono i consumi idrici pro-capite.  Significativi passi in avanti anche nelle politiche energetiche e sul fronte delle certificazioni del sistema di gestione ambientale. La nota dolente è costituita, invece, da Napoli. Il capoluogo partenopeo perde una posizione scendendo all'89° posto, aggiudicandosi la palma di peggiore tra le grandi metropoli italiane. Passi da lumaca nella differenziata e spazi minimi a disposizione di pedoni, ciclisti e ztl. Collezione di zeri anche negli indicatori riferibili alle energie rinnovabili. E come se non bastasse: peggiore concentrazione media di biossido di azoto con 62 ug/mc, molto al di sopra dell'obiettivo dei 40ug/mc e ultima anche per la qualità ambientale di autoveicoli di Euro 3 e Euro4 circolanti sul territorio comunale. Male anche Caserta, che passa dalle 37° posizione dello scorso anno alla 83° di quest'anno. Peggiora la qualità dell'aria con alti livelli di biossido di azoto e la percentuale di raccolta differenziata è tra le più basse in Campania con il 6%. Stabile il verde urbano fruibile per abitante (17mq/ab). Sale di due posizioni Avellino, ma continua a galleggiare nei bassifondi della classifica con il suo 80° posto. Bassa offerta di trasporto pubblico ed un indice di mobilità sostenibile tra i peggiori d'Italia. Note poco liete anche la qualità ambientale di autoveicoli di Euro 3 e Euro4 circolanti sul territorio comunale. Fanno ben sperare la produzione pro-capite di rifiuti, tra le più basse d'Italia, e l'aumento della raccolta differenziata pari al 20%. Segnali di risveglio per Benevento, che dalla 100° pozione del 2008 sale al 71°posto. Migliora la qualità dell'aria, ma paga ancora una scarsa capacità di depurazione pari al 22%. Bassa ancora l'offerta di trasporto pubblico, migliora la differenziata con il 17%. Una Campania decisamente NO FELIX e caratterizzata dalla "politica del rattoppo" quella che emerge dal rapporto di Legambiente. "In Campania c'è un'ulteriore emergenza "la questione urbana" che è ambientale, sanitaria morale, sociale ed economica – ha commentato Michele Buonomo presidente della sezione campana di Legambiente – con una risposta da parte delle amministrazioni spesso carente senza interventi strutturali e programmatici". "Da anni registriamo – conclude Buonomo – che le politiche ambientali sono sempre più solo parole elettorali che concrete pratiche quotidiane. Le vie amministrative nella nostra regione sono sempre lastricate di buone intenzioni, di tanti annunci e di molteplici impegni. Di fatti, in realtà, ne circolano davvero pochi. Nonostante ormai è chiaro a tutti che innovazione tecnologica, applicazione di nuovi sistemi di mobilità sostenibile e misure analoghe oltre che migliorare la qualità della vita sono veri e propri volani per lo sviluppo economico e opportunità di occupazione non parassitaria".

 

Ernesto Ferrante