10.10.2009
Emergenza occupazionale » ernesto ferrante

Etleboro

 

I Precari della scuola campani scendono di nuovo in piazza. C.I.P. Sanniti, Coordinamento Precari Scuola Napoli, Comitato Precari scuola Salerno, Coordinamento Precari scuola Avellino,Collettivo precari scuola Napoli, C.I.P Caserta e C.I.P Campania saranno al corteo,inizialmente previsto per oggi alle 16:30 e poi spostato per farlo coincidere con il comizio di Silvio Berlusconi, che partirà domani alle ore 10 da Piazza Orsini a Benevento per raggiungere Piazza Gramazio al Rione Libertà, dove ci saranno interventi dal palco, per gridare la propria voglia di giustizia e di diritto al Lavoro.

 

Sono i figli della colonia meridionale di quest'Italietta egoista e gossippara che si scandalizza per le parole poco galanti del Cavaliere per la Bindi ma poi finge di non vedere l'emergenza occupazionale, sociale e culturale che sta devastando aree già disastrate di questo stivale made in Taiwan che solo un folle potrebbe ancora definire “Belpaese”. Migliaia di lavoratori tra personale precario docente e ATA sono senza lavoro, alla mercè di un contratto di disponibilità che li condannerà inequivocabilmente al licenziamento sin dal prossimo anno dopo decenni di onorato servizio. Le proteste dei precari di tutta Italia, che per farsi ascoltare sono stati costretti a salire sui tetti, ad indire scioperi della fame, a mettersi in mutande ed incatenarsi sono servite a poco. Sul tavolo della trattativa il Governo ha messo solo le briciole di decreto che prolungherà di dodici mesi la loro agonia e allungherà di qualche mese la loro lenta morte professionale. Il sottosegretario Pizza, pur avendo ammesso l'esistenza di tagli che purtroppo graveranno e si ripercuoteranno sulle fasce deboli dell'anello del settore dell'istruzione, studenti e lavoratori precari, ha dichiarato che il Governo è impossibilitato ad effettuare investimenti ulteriori per mancanza di risorse. Strano paese il nostro! Si approva uno scudo fiscale per tutelare chi i privilegi li ha già e si manda a casa il dipendente onesto, calpestandone dignità e orgoglio. I precari della scuola di tutta la regione Campania, però, non hanno intenzione di arrendersi e saranno tutti a Benevento a protestare contro i tagli del Governo e a rivendicare quei diritti sanciti dalla costituzione ma dimenticati dalla Gelmini. Gli “aggiustamenti” predisposti da Mariastella la somara, quella dei “carceri” e “dell' egìda”, tra l'altro, oltre a mandare sul lastrico migliaia di insegnanti, hanno provocato un notevole abbassamento del livello dei servizi. Da Nord a Sud si fa lezione in aule con oltre 40 studenti, mancano sedie, banchi, saponi e detersivi. I sanitari sono rotti e le tubature malridotte, e ovunque è emergenza per la sicurezza, perché i bidelli non ci sono più e non sempre professori e maestri riescono a controllare porte e corridoi. A Parma e a Firenze come a Roma e Caserta famiglie e docenti hanno deciso di imbiancare a proprie spese classi e mense diventate impraticabili. E questo a fronte di una domanda di istruzione in aumento. Con il paradosso che se gli studenti di quest'anno scolastico sono 7.805.947, contro i 7.768.506 del 2008/2009, il numero delle classi è invece diminuito, passando da 373.827 alle attuali 370.000. Dunque dopo lunghi periodi di "saldo negativo", le scuole tornano a riempirsi, ma l'offerta diminuisce. Non solo. La scuola Gelminizzata espelle i più deboli, i meno fortunati, chi l´istruzione deve sudarsela, magari studiando di notte. Come a Napoli, dove i tagli del ministro Gelmini hanno portato alla chiusura dell'unico liceo serale della Campania, lo storico Margherita di Savoia. Porte sbarrate e corsi vietati per oltre 100 studenti-lavoratori, regolarmente iscritti e pronti a riprendere le lezioni per ambire ad un futuro lavorativo più dignitoso. In barba a qualsiasi diritto, contro ogni principio di socialità.

Ernesto Ferrante