28.09.2009
Emergenza ambientale » ernesto ferrante

Etleboro

 

L'atteggiamento mostrato da Comune e Provincia di Benevento nella vicenda della centrale elettrica a Turbogas Luminosa srl non convince neanche un pò l’associazione ambientalista Altrabenevento che, in un nota, ha stigmatizzato il comportamento delle istituzioni locali sannite, colpevoli, a suo dire, di non opporsi concretamente all’insediamento dell'impianto, in Contrada Ponte Valentino alle porte del capoluogo sannita ed in un corridoio ecologico.

 

Un atteggiamento gravemente omissivo che, per il presidente dell'associazione, Gabriele Corona, vanifica le tardive preoccupazioni dei due enti circa l’impatto che la centrale potrà avere e che inquieta, ancor più, perché entrambi non fanno pressione sulla Regione Campania neanche per il superamento della gestione commissariale del Consorzio Area di Sviluppo Industriale di Ponte Valentino, che ha un ruolo importante nella vicenda. “Nel corso della Conferenza dei Servizi presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si legge nella nota di Altrabenevento, la Regione ha annunciato che si appresta ad esprimere il parere favorevole alla costruzione della Centrale Termoelettrica da 400 mega watt a Benevento, mentre la Provincia e il Comune di Benevento hanno confermato la farsa della finta opposizione. I rappresentanti dei due Enti, infatti continuano a esprimere formale contrarietà alla costruzione dell’impianto ma non utilizzano gli argomenti e gli strumenti efficaci per raggiungere tale scopo, limitandosi, nei fatti, ad esprimere preoccupazione per il pericolo di inquinamento”. “Comune e Provincia, è scritto ancora, fanno finta di aver dimenticato che tali argomentazioni sono tardive, perché è già stata rilasciata nel 2006 la favorevole Valutazione di Impatto Ambientale e i due Enti non hanno impugnato, né allora né dopo, il Decreto Ministeriale del 2008 e neppure hanno formulato opposizione alla procedura attivata per la Autorizzazione Integrata Ambientale nel 2009. Solo Altrabenevento ha diffidato il Ministero dell’Ambiente ad annullare in autotutela il parere favorevole della Commissione Valutazione Impatto Ambientale e ha presentato un lungo documento di critica alla successiva procedura per la autorizzazione al funzionamento. Dallo scorso mese di febbraio, abbiamo inviato più volte al Comune, alla Provincia e al Consorzio ASI la formale richiesta di revoca della assegnazione del lotto di terreno alla confluenza dei fiumi Calore e Tammaro, per incompatibilità urbanistica, ma questo adempimento, che da solo potrebbe evitare la costruzione della Centrale, non è stato adottato e comunicato neppure alla Conferenza dei Servizi”. A mandare su tutte le furie Corona ed i suoi è stata la mancata richiesta all' ASI da parte di Comune e Provincia della revoca dell' assegnazione del terreno su cui dovrebbe sorgere la discussa centrale. “Prima il Comune di Benevento con atto del Settore Urbanistica, poi la Giunta provinciale ed il Consiglio, con le rispettive delibere del 14 luglio e del 16 settembre, conclude Altrabenevento, denunciando possibili accordi politici alla base dell'indecifrabile atteggiamento degli enti, hanno riconosciuto ufficialmente le nostre argomentazioni ma poi non hanno preteso dal Consorzio ASI la revoca dell’atto con il quale il terreno è stato assegnato nel 2003 e confermato nel 2006. Comune e Provincia, insieme alla Camera di Commercio sono gli unici soci del Consorzio ASI e quindi possono e debbono imporre che la assegnazione del terreno sia revocato, ma non lo fanno. Perché? Come risulta dalla indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, quel Consorzio fu commissariato nel 2006 per assegnare un incarico all’Udeur, ma perché il Commissario viene ancora prorogato ogni sei mesi? E per quali motivi il Comune di Benevento e la Provincia non chiedono che siano finalmente ridefiniti gli organi consortili?”.

                                                                                                                                                                                                                                      Ernesto   Ferrante