09.09.2009
Emergenza occupazionale » ernesto ferrante

Etleboro

La Provincia di Salerno ha ottenuto la  convocazione di un tavolo istituzionale per discutere della vertenza Alcatel-Lucent di Battipaglia. L’incontro si terrà a Roma il prossimo 15 settembre, presso il Ministero alle Attività Produttive. Vi parteciperanno i rappresentanti delle parti sociali, il Sottosegretario alle Attività Produttive Stefano Saglia, gli Assessori Provinciali Anna Ferrazzano e Generoso Andria, e l’Assessore Regionale alla Ricerca Nicola Mazzocca.

I rappresentanti della Provincia, accorsi presso lo stabilimento di Battipaglia nelle ore della drammatica protesta, hanno ribadito ancora una volta alle maestranze in agitazione l’impegno dell’Ente per il mantenimento sul territorio salernitano di una realtà industriale di alto profilo produttivo e di risorse professionali altamente specializzate. Sull’argomento, l’Assessore Ferrazzano ha precisato di “aver sollecitato ed ottenuto, unitamente all’Assessore Andria, il tavolo istituzionale a seguito di una concertazione con il Sottosegretario al Lavoro Sen. Pasquale Viespoli”. “Fermo restando l’impossibilità per la Provincia di interferire con decisioni attinenti a specifiche strategie aziendali, ha dichiarato l’Assessore Ferrazzano, sarà impegno dell’Ente cercare soluzioni alternative possibili per evitare ulteriori impoverimenti del tessuto industriale della nostra provincia". L’incontro romano sarà preceduto da una riunione presso il Comune di Battipaglia alla presenza di un consulente tecnico del Ministero del Lavoro”. L’Assessore Andria ha detto di ritenere “incomprensibile la decisione di Alcatel-Lucent di chiudere uno stabilimento produttivo che opera nel settore dell’alta tecnologia e che ha prospettive di sviluppo in seguito alla introduzione ed alla diffusione della larga banda". Su questo punto l’Assessore Andria ha rivendicato un impegno unitario delle parti sociali e delle istituzioni governative locali e nazionali. La vertenza dell’Alcatel si protrae da tanto, troppo tempo. Gli incontri finora avuti per cercare una soluzione non hanno prodotto alcun risultato. Nell’azienda, dove si realizzano apparati di telecomunicazione, sono 200 i dipendenti in organico, distribuiti tra attività produttiva e ricerca e sviluppo, e 300 gli interinali. "Siamo in piena emergenza sociale. Roma non si rende conto di quanto sia drammatica la situazione che vivono i lavoratori dell’Alcatel di Battipaglia, costretti da mesi a fare i conti con la minaccia del licenziamento”, ha dichiarato Massimo Cariello, consigliere del PRC alla Provincia di Salerno, che in una nota spiega : “Avevamo sottolineato la necessità di chiarezza, di posizioni precise. Avevamo allertato le istituzioni e le parti in causa sul pericolo che si correva nell’esasperare gli animi dei lavoratori, nel lasciarli nel limbo". E’ questa l’amara constatazione di Cariello, che ha aggiunto: “Famiglia e lavoro sono diritti sacrosanti che in queste ore  rischiano di lasciare il posto alla fredda logica dei “padroni”, di chi deve far soldi e per farlo non esita a calpestare chi con impegno e costanza ha fatto dell’Alcatel di Battipaglia lo stabilimento di riferimento a livello nazionale in materia di innovazione tecnologica”. Una logica aberrante e cinica che non accettiamo. Per questo assicuriamo la nostra presenza accanto ai lavoratori. Per questo Rifondazione Comunista, nella mia persona ed in quella dell’Assessore Regionale al Lavoro, Corrado Gabriele, promuove e presenzierà l’incontro stabilito per giorno 11 settembre a Battipaglia e, in particolare, quello che si terrà il 15 settembre a Roma presso il Ministero del Lavoro". “Il gioco non vale la candela. Il futuro di mille persone che lavorano nell’Alcatel di Battipaglia, o che ruotano nell’indotto, va salvaguardato”.

 Ernesto Ferrante