28.03.2009
Emergenza ambientale

Etleboro
Servono 250 milioni di euro per la bonifica del Sarno, il fiume più inquinato d´Europa. E' stato il generale Roberto Jucci, alto commissario incaricato della bonifica del fiume, a quantificare la somma necessaria per portare a termine la sua opera. I fondi sono indispensabili per eseguire i lavori di dragaggio dei corsi d´acqua avvelenati, degli affluenti e dei canali. Sono circa 650 i milioni finanziati da governo e Regione, appaltati negli ultimi cinque anni.

Almeno 50 milioni, però, secondo l´ex generale dell´Arma, occorrono con urgenza, “per completare i 600 chilometri di rete fognaria e allacciare finalmente, dopo 50 anni di disastro ambientale, gli scarichi di 39 Comuni, tre province con 750 mila abitanti, a 60 chilometri di collettori, a cinque impianti di depurazione, tre dei quali realizzati ex novo”.

L'ultimo tassello, quello più complesso tecnicamente, sarà il tratto di Scafati, con lavori imponenti che richiederanno almeno due anni per essere portati a termine. Uno striscione inquietante, in bella mostra su un ponte della cittadina salernitana, recita: “Svegliati Scafati, questa fogna ci ammazzerà tutti”. Inquietante ma tristemente realistico, se si considera che il fiume dei veleni, che sprigiona da anni una puzza insopportabile, è ritenuto il colpevole principale dell'aumento esponenziale del tasso di malattie tumorali nel territorio che attraversa. “I soldi che ci servono li abbiamo chiesti a gran voce al governo”, ha sottolineato Jucci dal palco del Comune, nel giorno della partenza ufficiale dei lavori di bonifica. “Questa situazione andrà avanti fin quando sarà finita la rete fognaria”, ha risposto il generale a Francesco Di Mamma dell´associazione "Voglia di vivere", che protestava contro l´uso dei prodotti chimici per "deodorare" chimicamente il fiume dai miasmi.

L'appalto da 38 milioni di euro per la bonifica se l'è aggiudicato l´impresa umbra Todini, graditissima al Pdl e capofila di un consorzio di aziende, tra cui il gruppo Pescatore di Avellino. C´era proprio Luisa Todini, parlamentare del Pdl seduta accanto al generale e al sindaco di centrodestra, Pasquale Aliberti. L’impresa Todini non è un nome nuovo in Campania, avendo già realizzato l´insediamento di Monteruscello dopo il bradisismo di Pozzuoli, il carcere di Secondigliano e i lavori della metropolitana regionale, ancora in corso. La pulizia di 350 mila tonnellate di liquami dei canali Bottaro e Fienga, usati come pattumiere dalle industrie del polo conciario e da tutti i centri abitati, e la sistemazione idraulica degli affluenti Solofrana e Cavaiola, aumenteranno la profondità del fiume fino a tre metri e ridurranno il rischio di inondazione. Lo sbocco a mare del Sarno avrà un aumento della sua capacità da 36 a 155 metri cubi di acqua al secondo. I giorni di lavoro previsti dovrebbero essere circa 970. I sedimi saranno stoccati nei siti di San Giuseppe Vesuviano, Nocera Superiore, Scafati, Sant´Antonio Abate e San Valentino Torio. I fanghi, sottoposti a processo di inertizzazione, in parte verrano recuperati per l´edilizia e in parte conferiti in discarica.

Il progetto di bonifica prevede complessivamente cinque depuratori, tre ex novo e due da ristrutturare. I tre nuovi sono stati allocati nel medio Sarno, dove il corso d´acqua è più inquinato, e due di questi sono già operativi: quelli di Nocera Superiore e Angri, che depureranno le acque che oggi ingrossano la corsa avvelenata del fiume fino allo scoglio di Rovigliano, a mare, per avere in tempi ragionevoli una battigia completamente bonificata. Il depuratore di Scafati dovrebbe, invece, essere ultimato entro maggio. Nel 2011 sarà pronto anche il depuratore alla foce, completamente ristrutturato, mentre è già attivo quello di Solofra e Mercato San Severino.

Ernesto Ferrante