31.01.2009
Benevento

Etleboro
I dipendenti fissi dell’ ex Consorzio di Bonifica della Valle Telesina, in provincia di Benevento, continuano a lottare da mesi per la loro stabilizzazione nei ruoli del personale della Regione Campania e per il pagamento delle spettanze arretrate che ammontano a ben 11 mensilità.

La vicenda di questo Ente soppresso rappresenta un caso emblematico di cattivo funzionamento delle istituzioni e dell'antisocialità di una classe politica autoreferenziale e miope che ha perso il contatto con le realtà territoriali. Il Consorzio di Bonifica della Valle Telesina, istituito con decreto del Presidente della Repubblica Il 17/12/1957, ha svolto importantissime funzioni attraverso gli organismi di rappresentanza democraticamente eletti dai consorziati ricadenti nel perimetro consortile. Funzioni finalizzate alla valorizzazione e alla tutela del territorio e principalmente dell’ agricoltura della Valle Telesina, attraverso la regimentazione dei corsi d’ acqua, l’utilizzazione delle risorse idriche e l’infrastrutturazione delle aree agricole del comprensorio di Bonifica.

Nell’ anno 1995 ,in seguito alle dimissioni rassegnate dagli organi amministrativi, la Giunta della Regione Campana nominò un Commissario Straordinario che doveva procedere al riassetto economico ed al ripianamento del bilancio del Consorzio che presentava un disavanzo di gestione di circa 14 miliardi di lire (€ 7.230.000,00 circa). Alla nomina del primo Commissario Straordinario ne sono seguite altre, ma tutte le gestioni dei commissari per il periodo 1995-2001 hanno completamente disatteso gli impegni, in primis quello del risanamento dell’ Ente, dato che la situazione di crisi e di dissesto si è acuita di anno in anno, rendendo ancora più precaria la situazione dei lavoratori (fissi e stagionali).

Nell’ anno 2002 la Giunta della Regione Campania, prendendo atto che le gestioni dei Commissari Straordinari non avevano contribuito al superamento delle problematiche economiche dell’Ente ed alla gestione dello stesso, con deliberazioni n° 62 del 18/01/2002 e n° 94/6 del 3/04/2002 approvate dal Consiglio Regionale, dispose la soppressione del Consorzio di Bonifica della Valle Telesina (primo caso in Italia di un Consorzio di Bonifica), l’istituzione di una gestione liquidatoria, il trasferimento della gestione del territorio di bonifica della Valle Telesina al limitrofo Consorzio di Bonifica Sannio Alifano con sede a Piedimonte Matese (Ce) ed il trasferimento alla Provincia di Benevento attraverso un accordo di programma-quadro tra l’Assessorato Regionale ai Trasporti e la Provincia stessa del sistema viario realizzato e quello ancora da completare (Fondovalle Isclero e Vitulanese). In considerazione dell’ accordo per il trasferimento del sistema viario, la Provincia di Benevento si dichiarava disponibile all’ assunzione di n° 7 unità lavorative. Inoltre, veniva dato mandato all’ Assessorato all’ Agricoltura della Regione Campania ad assumere tutte le iniziative più opportune per il trasferimento del personale presso gli enti a cui erano state trasferite le competenze.

La soppressione avvenne tra il colpevole silenzio e l’indifferenza dei Sindaci e dei politici della Valle Telesina ed il beneplacito di qualche politico beneventano che vedeva così realizzarsi la possibilità di far scomparire un Ente che si distingueva per una notevole progettualità finalizzata ad una visione di sviluppo del comprensorio di Bonifica. Nel 2002, infatti, nella Regione Campania esistevano Consorzi di Bonifica che avevano una esposizione debitoria più elevata rispetto al soppresso Ente, che sono stati tenuti in vita e che oggi continuano ad espletare la loro attività di competenza.

Successivamente con la delibera n°40 approvata dal Consiglio Regionale con deliberazione n°207/1 del 18/03/2003 veniva ampliato il perimetro del Consorzio di Bonifica Sannio Alifano comprendente tutto il territorio del soppresso Consorzio della Valle Telesina e il nuovo mega-consorzio si faceva carico di assumere 10 unita lavorative tra i dipendenti fissi dell’ ex Consorzio telesino. Con la medesima deliberazione veniva inserito nel Bilancio Regionale un capitolato di spesa denominato “Oneri per il personale del soppresso Consorzio di Bonifica della Valle Telesina” con uno stanziamento nel 2002 di 400.000,00 € che, per effetto di tagli e diminuzioni nel 2008 si è ridotto a 150.000,00. La diminuzione delle risorse finanziarie ha avuto come conseguenza il sorgere di difficoltà nel pagamento degli stipendi al personale del disciolto ente. La conferenza di servizio indetta dall’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Campania con delega all’ Agricoltura, conclusasi in data 3/07/2007, che doveva rappresentare l’iter conclusivo per il trasferimento del personale fisso presso gli enti a cui erano state delegate le funzioni dell’ ex Consorzio della Valle Telesina (Consorzio di Bonifica SannioAlifano, Provincia di Benevento) si è conclusa con un fallimento, per le motivazioni dichiarate dal Dirigente del Settore Agricoltura durante l' Audizione della VIII Commissione consiliare Permanente della Regione Campania nella seduta del 10/10/2008 di seguito riportate: “i soggetti istituzionali erano gli stessi, ma nel frattempo i loro rappresentanti erano cambiati e hanno manifestato la volontà di non rispettare gli accordi,adducendo il pretesto che intanto erano cambiati gli scenari e non avevano più possibilità di assorbimento di personale”.

Nonostante le tante iniziative di lotta intraprese dai lavoratori in questi ultimi anni senza l’apporto delle organizzazioni sindacali che hanno dimostrato ancora una volta di essere più sensibili alle lusinghe del potere che alla disperazione dei lavoratori, nonostante gli incontri in Prefettura, la conferenza di servizio, la proposta di legge al Consiglio Regionale per il trasferimento dei lavoratori nel ruolo del personale della Giunta Regionale , proposta, ricordiamolo, condivisa da numerosi consiglieri Regionali della maggioranza e dell’opposizione all’inizio del 2009, la stabilizzazione del personale non è avvenuta. Si è determinato, anzi, un peggioramento delle condizioni lavorative, per la mancanza dell’impianto di riscaldamento,per la fatiscenza e la non funzionalità delle toilettes, per le infiltrazioni d'acqua che, durante le piogge, determinano la non agibilità di parte degli uffici consortili con conseguente deterioramento delle strutture dell’ edificio, già carenti dal punto di vista della sicurezza (Legge 626).

La cosa più grottesca è che si è sempre furbescamente cercato di addebitare il tutto agli organi amministrativi democraticamente eletti dai consorziati e dimessisi nel 1994. Le responsabilità, invece, andrebbero ricercate :nel mancato controllo da parte della Regione Campania dell’attività dei Commissari Straordinari, e lo dimostra il fatto che nel periodo 1995-2001, la situazione debitoria è aumentata esponenzialmente. La Provincia di Benevento presieduta dall’ On Nardone, a cui erano state trasferite le competenze, nella precedente legislatura ha ottenuto finanziamenti per oltre 80 milioni di euro ( completamento Fondovalle Isclero € 61.788.000 legge 443/2001) con la relativa progettazione elaborata dal disciolto Ente per il completamento delle Fondovalli Isclero e Vitulanese. La provincia sannita, però, non ha mantenuto fede all’ impegno dell' assorbimento di 7 unità lavorative nel Consorzio di Bonifica Sannio Alifano (a cui fu trasferito nel 2002 il comprensorio di Bonifica dell' ex Consorzio della Valle Telesina) che ha sempre creato problemi per il trasferimento delle 10 unità lavorative, nonostante gli impegni assunti,venendo meno anche alla solidarietà esistente tra enti di Bonifica, mentre il personale proveniente da altri enti è stato trasferito negli anni precedenti nell’organico provinciale.

La scarsa incisività dell’ Assessorato alle Attività Produttive della Regione Campania con delega all’ Agricoltura a far rispettare gli accordi per il trasferimento del Personale fisso al Consorzio di Bonifica Sannio Alifano che è gestito da un Commissario straordinario di nomina Regionale ed alla Provincia di Benevento e la volontà da parte della Regione Campania di non intraprendere alcun percorso finalizzato a rendere funzionale l’attività dei Commissari liquidatori nominati dal 2002, hanno poi fatto il resto. Per questo immobilismo il debito complessivo dell’ Ente in liquidazione è arrivato a settanta milioni di euro. In una situazione così complessa l’unica strada percorribile per chiudere questa vicenda è quella della stabilizzazione dei 18 dipendenti nei ruoli del personale della Regione Campania .Cosa che, purtroppo, non è stata ancora fatta.

Come sempre a pagare per questa situazione sono unicamente i 18 dipendenti e le lore famiglie, che con orgoglio e tanta dignità, nel silenzio dei rappresentanti dei Comuni della Valle Telesina (che li considerano forse dei fantasmi da esorcizzare perché gli ricordano il disinteresse e la condivisone di scelte nefaste, che hanno portato alla scomparsa dell’unico Ente di Bonifica presente nella Provincia di Benevento), stanno conducendo una dura battaglia per il lavoro e per la salvaguardia occupazionale.

Ernesto Ferrante



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