08.12.2012
Napoli » Giuseppe Parente

Etleboro

Le mogli degli operai Fiat dello stabilimento di Pomigliano d’Arco, quest’anno, hanno deciso di fare il regalo di Natale all’amministratore delegato della società Sergio Marchionne.

Un sacco con ben 5586 regali destinato al signor “maglioncino”, sarà consegnato dalle consorti degli operai e dei cassaintegrati dello stabilimento automobilistico campano ai sorveglianti dell’ingresso 4. Un sacco natalizio di cui le donne, da mesi riunite in un combattivo comitato, non hanno voluto svelare il contenuto. Un regalo per ogni operaio, hanno spiegato, perché quest’anno, nonostante la crisi economica, “siamo noi che diamo a Marchionne un regalo in occasione del Natale Bimbi organizzato dall’azienda torinese per elemosinare un giochino per i figli degli operai”. Un dono che simboleggerà anche il regalo dell’Alfa Romeo alla Fiat ricevuto dal governo di centro sinistra del premier Romano Prodi. Il comitato ha presentato questa simpatica iniziativa nella sede del sindacato Slai Cobas precisando che per i lavoratori dello stabilimento campano si prospettano nuovi periodi di cassa integrazione fino al prossimo mese di marzo. La notizia è arrivata nella sede dello Slai Cobas di Pomigliano con una lettera della Novafero, società che si occupa della movimentazione delle vetture, che ha già chiesto l’utilizzo della cassa integrazione dal 24 dicembre 2012 al 23 marzo 2013 in considerazione della riduzione di produzione. Meno male che lo stabilimento campano, a detta proprio dell’amministratore delegato Sergio Marchionne, doveva essere “una fabbrica incantata”. Altro che atmosfera natalizia, magari condita dalla presenza degli zampognari. Per le famiglie degli operai della Fiat il Natale 2012 sarà l’ennesima tradizionale festa a tasche vuote, all’insegna della cassa integrazione e della precarietà condizione a cui la Fiat costringe da anni i suoi lavoratori. Il 2013, secondo le donne in lotta, sarà scandito da un inquietante conto alla rovescia, che giorno dopo giorno avvicina i loro uomini alla prospettiva del licenziamento alla scadere della cassa integrazione previsto per il 14 dicembre. Amaramente possiamo dire che le parole dell’italo-canadese, si sono rivelate un vero e proprio bluff, anche per effetto della produzione di solo 120mila Panda di fronte alle 280mila preventivate, per assenza di commesse.

 

 

 

Giuseppe Parente