23.11.2012
Caserta » Ernesto Ferrante

Etleboro

Le comunità resistenti dell’alto casertano e del molisano tornano di nuovo in piazza per dire No alla installazione di una invasiva centrale Turbogas da 810 MW a Presenzano, a pochi metri dalla già esistente centrale Enel e in una zona di esondazione del fiume Volturno.

Lavoratori, studenti, commercianti, amministratori responsabili e pensionati, daranno gambe e voce al Corteo “NO TURBOGAS” previsto per domani a Vairano Scalo, in Terra di Lavoro. “E’ arrivato il momento, scrivono i rappresentanti del comitato in una nota, di manifestare in piazza il nostro dissenso contro chi vuole costruire questa centrale nell’Alto Casertano, avvelenando l’aria, inquinando i terreni, rovinando definitivamente il Volturno, infliggendo un colpo mortale alle aziende agroalimentari già colpite dalla crisi economica”. Da parte di tutti i movimenti della provincia di Caserta fino alle realtà associative e politiche molisane, passando per le organizzazioni sindacali, si leverà un unico coro di protesta, rinvigorito dalla partecipazione dei Comuni dell’Alto Casertano ancora leali nei confronti dei cittadini. Tante le sigle in piazza accanto al comitato presenzanese: Comitato Mamme per la Salute e l’Ambiente ONLUS, Movimento Giovanile Venafrano, Associazione Caponnetto Molise, Comitato Civico Pietravairano, Beni Culturali UIL-Molise, Coldiretti zona Vairano, UCI-Copagri zona Matese, Gruppo cons. minoranza Presenzano, Cons. Comunale Vairano Patenora, Altragricoltura Caserta, Cons. Provincia Isernia e i Sindaci di Vairano Patenora, Pratella, San Pietro Infine, Conca della Campania, Pietravairano e Conca Casale. Il concentramento dei manifestanti è previsto per le ore nove del mattino in Via Cadorna (stazionamento bus di fronte Villa Comunale) a Vairano Scalo; a seguire, alle dieci circa, prenderà il via il corteo con percorso per le strade cittadine (Abruzzi e Napoli) e assemblea finale dei manifestanti in Piazza Unità d’Italia. Dopo lo scioglimento dell’Assemblea, una delegazione, guidata dal Comitato, si recherà in prossimità del fondo di Presenzano individuato quale luogo di insediamento della ipotizzata Turbogas, per tenere una conferenza stampa di denuncia della scellerata scelta ammazza-ambiente a pochi metri dal Volturno. Per ribadire ancora una volta la linea apartitica del Movimento No Turbogas e non imbrattare una giusta battaglia popolare con i fanghi maleodoranti della politica politicante, i partecipanti sono stati invitati a non esibire bandiere di partito. Nella Valle del Volturno, ci permettiamo di ricordarlo ancora una volta agli indifferenti cronici, già insistono la centrale idroelettrica di Presenzano e il cementificio di Venafro. La gemella della centrale già esistente nella non lontana Sparanise, al centro di polemiche e voci di camorra fin dalla sua costruzione, produrrebbe 1,6 milioni di tonnellate di CO2 l’anno e lo stesso inquinamento generato dal traffico veicolare di una città di 50mila abitanti. E, cosa gravissima, in una vallata chiusa in cui c’è poco circuito d’aria, dove già insistono inceneritori e impianti di smaltimento che bruciano 130mila tonnellate annue di rifiuti. Particolari tutt’altro che trascurabili che fanno stare da mesi sul piede di guerra l’Ordine dei Medici di Campobasso e l’International society of doctors for the environment (Isde).

 

 

 

 

Ernesto Ferrante