23.11.2012
Napoli » Ernesto Ferrante

Etleboro

Casse vuote, aiuti risicatissimi e servizi al collasso. Tira una brutta aria nei Comuni dello Stivale e tanti sindaci, in assenza di significativi correttivi, saranno presto costretti a gettare la spugna o a salassare i cittadini per non dichiarare lo stato di dissesto.

Da Nord a Sud, passando per il Centro, è un coro di lamentele e richieste d'aiuto. Sono in molti a pensare che il decreto 174, recante disposizioni urgenti in materia di finanza e funzionamento degli enti territoriali, possa essere la pietra tombale per tante realtà. Uno dei più inferociti, è il sindaco partenopeo, Luigi de Magistris, che non perde occasione per definirlo decreto “ammazza Napoli”. La sua città non se la passa affatto bene: patto di stabilità interno sforato, disavanzo da 850 milioni di euro e debiti per 1,3 miliardi. Poi ci si è messa anche la solita agenzia Moody's con un bel taglio del rating di ben tre posizioni, portandolo da Ba1 a B1 a causa dell'emersione di un consistente deficit non coperto nel bilancio 2011 pari a 850 milioni di euro a cui si accompagna una difficile situazione di liquidità. Il Comune, per gli analisti di Moody's, rimane sotto osservazione per ulteriori possibili downgrade. Come da copione, è stata suggerita la consueta chemioterapia finanziaria della casa, ovvero l'introduzione di un piano di risanamento “credibile”. Seccato e pungente il commento dell'ex pm: “Ereditiamo un macigno, ma io queste classifiche delle agenzie di rating non le seguo molto”. Una parata prima di un doppio attacco da fiorettista consumato (a Moody's e a Bassolino che lo ha bastonato di recente): “La mia filosofia di vita è un po' diversa rispetto a queste organizzazioni sovranazionali. Noi ce la dobbiamo fare con le nostre gambe, braccia e idee e stiamo andando avanti bene e da soli, con segnali importanti. Tutti apprezzano il rendiconto che abbiamo approvato, un'operazione verità che ha cancellato pagine ignobili del passato che ci hanno consegnato questa eredità”. Chi pretende miracoli immediati dovrà rassegnarsi. “Noi ne stiamo uscendo, ha concluso il primo cittadino, ma è una fase dura, durissima che durerà ancora due o tre mesi. Ne stiamo uscendo da soli e questo è motivo che rafforzerà il Sud nell'ambito geopolitico”. I revisori dei conti, però, sembrano essere meno ottimisti e rilevano “una crisi di liquidità che non consente di programmare scelte di sviluppo e di crescita e di garantire un adeguato livello di copertura dei servizi a domanda individuale”. Oltre ad incassare le risorse del fondo salva-Comuni e sottostare alle rigide condizioni dettate dall'esecutivo montiano, dovranno essere aumentate al massimo Imu, Irpef e Cosap e bisognerà tenere rigidamente sotto controllo la spesa per il personale. La giunta, che entro la fine di questo mese sarà chiamata ad approvare il riequilibrio finanziario, ha pronta una severissima cura dimagrante per le fameliche partecipate. L'idea principale è quella di varare una holding di tali società, per farle lavorare in rete tra loro. I Cda saranno sciolti e ci saranno solo amministratori unici, con un unico Cda, quello della Holding che le conterrà.

 

 

 

Ernesto Ferrante