20.11.2012
Tribuna » Ernesto Ferrante

Etleboro

I fumogeni saltellano su se stessi dalle finestre di un ministero per cadere sui manifestanti e le quaglie all’ingrasso del sottopotere zompettano per compiacere il padrone. I manovratori, per fare il verso ad Ho Chi Minh, avrebbero voluto che i loro “poeti” imparassero a combattere, armando d’acciaio i propri canti, ma i tempi sono cambiati e il materiale umano a disposizione pure.

A libro paga vi sono solo dei cialtroni e più che ricoprire i soliti panegirici di eco-pelle e piume di struzzo, non possono fare. Occorre sguinzagliare i calibri pesanti, quelli del gazzettismo veridico e oracolare, repositum in penetralibus pontificum, con tanto di appelli pseudo-inquisitori nella fondina ascellare. “Il nazista della porta accanto - scrive l’esimio Michele Serra sulla sua rubrica “L’Amaca” - farebbe meno paura se magistratura e Digos ne acciuffassero più spesso qualcuno, ma soprattutto se alcune delle sue credenze paranoiche, non circolassero facilmente anche altrove, in luoghi e tra persone che parevano immuni”. Servirebbe dunque qualche bel gabbiotto da chiudere a doppia mandata, con ferraglia tintinnante e liberticidio smerigliato. Ma per frenare cosa? È la stessa celebrata penna a scriverlo: “Per esempio l’idea che la finanza ebraica sta affamando il mondo ed è la serpe da schiacciare; che la plutocrazia massonica, con i suoi tentacoli segreti (Bilderberg, Trilateral) è il solo vero governo mondiale; che la libera circolazione delle merci e delle persone mette a rischio la salute della razza così come delle economie nazionali; che la lira era sana e italiana, l’euro è infetto e mondialista”. Elementare, nella sua brutalità, l’equazione forgiata: chi denuncia certi poteri forti è chiaramente nazista e come tale va trattato e rieducato. Ma purtroppo, i nazisti di oggi si sono fatti furbi e si annidano ormai ovunque. Pare che possano addirittura mimetizzarsi con tappeti e tende, per sgusciare fuori all’improvviso e conficcare i propri pungiglioni cospirazionisti nella candide natiche democratiche. Proprio per questo, per facilitare il lavoro dei secondini del pensiero, il Serra si traveste da investigatore e stila la lista dei proscritti, con annessa geolocalizzazione: “Scampoli di queste ossessioni, alimentate dalla crisi, sono presenti non più ai margini del discorso politico, ma bene al suo interno. Nei dintorni del leghismo, di parecchia destra varia e assortita, del grillismo, di una fetta di antagonismo di sinistra”. I “conversi” potrebbero essere proprio davanti o dietro a voi, anche adesso mentre leggete. I tribunales ci sono, i familiares pure. Ma allora questa è una nuova Inquisizione e lor signori sono i nuovi Tomàs de Torquemada? Tranquilli ragazzi, come dicevamo, sono altri tempi. È solo lo Zecchino d’oro dei peluches da combattimento.

 

 

 

Ernesto Ferrante