15.11.2012
Napoli » Giuseppe Parente

Etleboro

Oltre un migliaio di persone, si sono radunate a Pomigliano d’Arco per partecipare alla manifestazione organizzata dalla Fiom nella cittadina dove si produce la nuova Panda.

Tra i partecipanti, molti studenti e disoccupati e i 19 cassaintegrati della Fiom che dovranno essere assunti in fabbrica entro e non oltre il 28 novembre. Il ministro del non lavoro Elsa Fornero e l’ad di Fiat Marchionne sono stati i bersagli preferiti dei cori dei manifestanti che hanno sfilato per le strade di Pomigliano. La maggior parte degli esercenti commerciali al passaggio del corteo ha abbassato le saracinesche in segno di solidarietà con i lavoratori della Fiat. Al corteo hanno partecipato anche diversi esponenti politici tra cui l’onorevole Di Pietro, segretario nazionale dell’Italia dei Valori e Nichi Vendola, leader di Sinistra Ecologia e libertà e candidato alle primarie del centro sinistra, oltre al segretario della Fiom Landini. Vendola ha sottolineato come Pomigliano d’Arco sia il luogo dove i lavoratori rivendicano il diritto di poter chiedere migliori condizioni di lavoro, migliore salario e migliore orario di lavoro, ricevendo come risposta, alle loro giuste rivendicazioni, un atteggiamento autoritario da parte dell’azienda che sembra voler uscire dal 900 per ritornare indietro nel tempo all’800. “Se il lavoro torna ad essere luogo di solitudine, ha rincarato la dose Vendola, ridotto al rango di povera merce, non siamo di fronte ad una semplice condizione di disagio dei lavoratori ma è la democrazia che viene ferita”. La Fiom Campania, in una nota diffusa alla stampa, ha spiegato i motivi dello sciopero, dichiarando che in Europa ed in Italia le politiche sin qui perseguite dalla Commissione Europea e dai governi stanno aggravando la crisi, distruggendo il lavoro e lo stato sociale. La Fiom della Campania, ha proclamato 8 ore di sciopero ed ha organizzato una manifestazione corteo a Pomigliano d’Arco per rispondere alla rappresaglia della Fiat messa in atto contro la sentenza della Corte d’Appello di Roma che ordina l’assunzione in FIP di lavoratori iscritti alla FIOM e, per questo, ingiustamente discriminati. Contro chi vuole dividere i lavoratori, e colpire la loro libertà per riportare il lavoro ad una condizione servile, per i sindacalisti, occorre una forte risposta in difesa della dignità della condizione lavorativa di tutti; per fermare il tentativo, condotto in queste settimane da Federmeccanica, Fim e Uilm, di imporre un nuovo accordo separato sul Contratto Nazionale che estenderebbe a tutti il “modello Pomigliano”, rendendo carta straccia le più elementari conquiste del movimento operaio italiano (riducendo i minimi salariali, aumentando l’orario di lavoro, cancellando la retribuzione nei primi tre giorni di malattia, derogando le leggi, estendendo la precarietà), superando di fatto il Contratto Nazionale e, con esso, il carattere universale dei diritti nel lavoro, così come sanciti dalla nostra Costituzione; “per unificare le tante vertenze in atto contro la desertificazione industriale che la crisi sta determinando in Campania e in tutto il Mezzogiorno e per affrontarle, a differenza di quanto stanno facendo Governo e Regione, con serie politiche industriali e adeguati ammortizzatori sociali”.

 

 

 

 

Giuseppe Parente