14.11.2012
Napoli » Ernesto Ferrante

Etleboro

Anche da Napoli è arrivato un deciso no alle politiche eurocratiche bagnate dal sangue e dalle lacrime dei cittadini-sudditi. Lavoratori, studenti e pensionati hanno fatto sentire la propria voce nel corso della manifestazione promossa dalla Cgil in piazza del Gesù, in occasione della giornata europea di mobilitazione indetta dalla Ces (la confederazione europea dei sindacati).

Tanti gli striscioni esposti dalle varie realtà produttive che annaspano quotidianamente in una regione trasformata in una polveriera sociale. La massiccia partecipazione, è indubbiamente un segnale positivo, ma è la gestione della protesta ad essere a dir poco discutibile. A Napoli come nella vicina Pomigliano, infatti, è stata la premiata ditta Cgil-Pd-Di Pietro-Vendola a “caratterizzarla” politicamente, con una fisiologica prevalenza della Fiom nel popoloso comune in cui sorge lo stabilimento Fiat. Il no alle politiche affamapopolo dovrebbe essere netto, continuo e generalizzato, anche geograficamente. Non si può essere colombe a Roma e falchi a Napoli. Nel capoluogo partenopeo, ai lati del palco su cui sono saliti Elena Lattuada, della segreteria nazionale Cgil, Federico Libertino della Cgil di Napoli e Franco Tavella della Cgil Campania, oltre a dirigenti sindacali francesi e portoghesi, i camussiani hanno attrezzato diversi gazebo di varie associazioni che hanno aderito alla mobilitazione. In mattinata si è registrato anche qualche momento di tensione quando un gruppo di studenti che manifestava per una scuola più sociale, meritocratica e democratica, ha avuto da ridire sul monopolio degli interventi. Gli studenti delle scuole medie e superiori, come in altre realtà cittadine, sono stati i veri protagonisti della giornata, occupando i binari della Stazione centrale di Napoli e provocando il blocco momentaneo della circolazione dei treni. Poi la situazione è tornata alla normalità e i ragazzi, dopo aver liberato i binari, si sono allontanati, sempre in corteo, sfilando per le strade della città. Giornata di protesta anche per il sindaco de Magistris, in prima fila a Pomigliano, prima di rientrare a Napoli, che ha dichiarato: “La giornata di mobilitazione della Ces rappresenta la giusta risposta europea alle politiche di austerità e di rigore che stanno polverizzando i diritti dei cittadini-lavoratori e la possibilità stessa di superare la crisi”.

 

 

 

Ernesto Ferrante