18.11.2012
Impakt » Ernesto Ferrante

Etleboro

Scorrendo la lista degli uomini del Monti, avvertimmo subito dei vigorosi brividi. La cartina degli interessi rappresentati era nitida ed iniziammo ad ipotizzare la terapia che tale incensata equipe avrebbe potuto somministrare al paziente Italia.

Avevamo previsto tasse a pioggia, aiuti alle banche, spappolamento definitivo delle istituzioni periferiche e delegittimazione progressiva di una classe politica già ai limiti dell’impresentabilità, per assicurare mano libera agli untori accademici della Miseria. E così è stato. Temevamo una dismissione non più reversibile dei gioielli pubblici nonché un disimpegno dalla difesa di imprese storiche quali Alcoa, Ilva e Fiat di Pomigliano. La realtà ha superato il peggiore degli incubi. Obiettivo del rigore, naturalmente, solo il cittadino-suddito. Ai “pronisti” parlamentari, agli amici della Finanza arrembante e ai boiardi di Stato, invece, non è stato torto nemmeno un capello. Sobrietà doveva essere, e sobrietà è stata. Ma solo per gli intimi. Poi “Spelling Review”, Fiscal Compact e pareggio di bilancio in Costituzione. E ancora, servizi pubblici sempre più anoressici e un carico fiscale obeso come un mangia-hamburger insaziabile. A chi ci onora quotidianamente della sua attenzione, non è certamente sfuggita, inoltre, la mattanza di Consorzi Comunali e Provinciali, soprattutto nel settore dei trasporti, che costringerà tanti pendolari a diventare provetti maratoneti o a scegliere mezzi di locomozione a quattro zampe, per raggiungere i posti di lavoro. E, a guardare, ci sono i montiani e anche tanti, troppi “dormienti”, sedati dagli inoculatori di sciocchezze e camomille. Saltellando da un’inutilità all’altra come canguri, lasciano che i propri connazionali vengano depredati e manganellati, se soltanto si permettono di fiatare durante il borseggio in nome dell’Europa dei Banksters. Si sveglieranno anche loro, perché i professori hanno bisogno di nuove tasche da svuotare. La situazione è gravissima, ma non tutto è perduto. C’è infatti, un manipolo di uomini liberi che rifiuta orgogliosamente bavagli e sedativi e offre ogni giorno spunti per nuove analisi ed elaborazioni. C’è chi vive da pecora ammansita, leggendo i gazzettieri, e chi da lupo ribelle... “Rinascitando”.

 

 

 

Ernesto Ferrante