06.11.2012
Italia » Ernesto Ferrante

Etleboro

Festa che viene, aumento che trovi. Godersi anche il più striminzito dei ponti, per gli italiani, è ormai un'impresa impossibile. E' inutile affannarsi sul web alla ricerca di mete a basso costo e soluzioni compatibili le vacche magre del pastore Monti. Si risparmia da un lato e ci si rimette dall'altro. L'inizio del nuovo giorno, non è più scandito dal canto del gallo, ma dal varo di un nuovo aumento.

Ad incartarne con cura uno, ci ha pensato Poste Italiane S.p.A., sempre più ordinariamente privatistica nella sua condotta, come un'azienda qualsiasi, pur essendo controllata dal Tesoro. Destinatari del dono del Bancoposta “appesantito”, sono i soliti noti, ovvero pensionati e lavoratori, cavie abituali nel laboratorio del salasso. La manovra in vigore dal 1 gennaio, graverà infatti sulla parte più debole del paese. Mentre l'aumento più consistente (incrementi del 60% del canone Bancoposta), potrebbe essere contenuto con l'attivazione di alcuni servizi già disponibili da tempo, quali accredito pensione o stipendio, domiciliazione di utenze, ecc.; l'altra parte che riguarda i bonifici (aumento del 40%) ed il costo dei carnet di assegni, che passano da 0 a 3,00 €, non si potrà eludere in alcun modo. Guarda caso, si tratta proprio di quella che riguarderà la fetta più consistente di utenza. La Federconsumatori, è già in allarme e per rendere l'idea dell'impatto dei ritocchi, fa un semplice esempio: qualora si facessero un bonifico e due assegni al mese vi sarebbe un aumento complessivo all'anno di 19,2 euro per queste voci ed inoltre 17,1 euro annui per il costo del conto per un totale di 36,3 euro all'anno. “Questa filosofia, si legge in una nota dell'associazione che si occupa della tutela e dell'informazione di consumatori e utenti, non ci piace perché si continua a colpire sempre la stessa parte, con l'aggravante che è la stessa parte da tempo subissata da aumenti e manovre governative, che non fanno che peggiorare le condizioni di vita già provate ed allontanano le possibilità di ripresa dei consumi e di un nuovo ciclo economico”. Federconsumatori e Adusbef chiedono fermamente a Poste Italiane un ripensamento totale di queste decisioni. In caso di esito negativo, i correntisti troveranno un bel pacchetto giallo sotto l'albero...

 

 

 

Ernesto Ferrante