08.11.2012
Italia » Ernesto Ferrante

Etleboro

Dal modello Caserta dell’ex ministro Maroni alla supercaserma casertana annunciata dal capo della Polizia, Antonio Manganelli. Il capoluogo di Terra di Lavoro, a quanto pare, si appresta ad “ospitare” una scuola di formazione per le polizie di tutto il mondo specializzata nel contrasto alla criminalità organizzata.

A rivelarlo è stato lo stesso capo della Polizia nel corso dell’ottantunesima assemblea generale dell’Interpol a Roma, di fronte a ben 103 ministri dell’Interno (che al termine di un vertice interministeriale operativo, hanno rilanciato un piano d’azione comune di contrasto alla criminalità), 81 capi della polizia di tutto il mondo e 1.100 delegati di 168 Paesi. Per gli organizzatori è la più grande riunione di questo genere mai svolta. L’Interpol, fondata nel 1923, si compone attualmente di 190 Paesi membri ed ha sede a Lione (Francia). L’Italia vi ha aderito definitivamente nel 1947. Tanti i punti sul tavolo dei superpoliziotti, a partire dal sempreverde tema del terrorismo globale “guidato dalle ideologie cieche, che siano politiche o religiose”, su cui ha acceso i riflettori proprio Manganelli, alla tratta di esseri umani, dalla violenza minorile alla criminalità organizzata. A fare paura, però, è soprattutto il cybercrimine, la nuova frontiera della criminalità applicata alla tecnologia, di fronte al quale le forze di polizia sono chiamate ad aggiornarsi e a dotarsi di strumenti più adatti. Per il presidente dell’Interpol, Khoo Boon Hui, “i progressi tecnologici hanno aumentato il cambiamento a livello politico, sociale e ambientale, e il contesto operativo è cambiato in modo drastico: abbiamo nuove sfide dovute al traffico transnazionale, la criminalità stessa è diventata più fluida e flessibile, sfrutta anch’essa la tecnologia con le sue migliori pratiche, che per noi sono ovviamente le peggiori. Non ci possiamo più aspettare che la criminalità si muova in modo prevedibile”. Per il capo della polizia italiana, è necessario “essere in grado di dialogare con altre polizie del mondo per lanciare un’offensiva verso la criminalità anche in sede virtuale”. Poi un annuncio che a chi come noi crede che la libertà non sia solo una vuota parola, fa tremare le vene nei polsi: “Stiamo diventando e vogliamo diventare le sentinelle del web”. Ben vengano le azioni di contrasto alla delinquenza comune, ma è forte la paura che il tutto si traduca, come spesso è accaduto, in un ammanettamento dei pensieri difformi in nome della presunta lotta al terrorismo. Per il ministro dell’Interno Cancellieri bisogna “considerare le possibili risposte al dilagare delle violenze, quali che siano le cause, perché esse assumono sempre più una dimensione transnazionale”. Non è mancata la nota rosa. Per la prima volta nella sua storia, infatti, il nuovo direttore dell’Interpol sarà una donna, la francese Mireille Balestrazzi.

 

 

 

Ernesto Ferrante