31.10.2012
Attualità » Ernesto Ferrante

Etleboro

Le crescenti difficoltà economiche dei contribuenti hanno spinto i primi cittadini a contenere l’impatto dell’Imu. Nelle grandi città, un Sindaco su due (precisamente il 49,4% del campione preso in esame) ha deciso di non aumentare l’aliquota base (4%) dell’imposta municipale unica sulla prima casa. Altri 35 primi cittadini (pari al 43,2%), invece, hanno deciso di alzarla, mentre 6 Amministrazioni comunali (Trieste, Biella, Nuoro, Vercelli, Lecce e Mantova), pari al 7,4% del totale, hanno deciso di abbassare l’aliquota base sulle prime case.

Le statistiche, elaborate dall’Ufficio studi dell’Associazione Artigiani e Piccola Impresa CGIA di Mestre, sono il risultato di una indagine effettuata su un campione di 81 Comuni capoluogo di provincia, prendendo in esame le delibere pubblicate sul sito internet del Dipartimento delle Finanze. I dati sono aggiornati al 26 ottobre 2012. La temutissima seconda rata dovrà essere pagata entro la metà del prossimo mese di dicembre. “Visto che il 76,3% delle famiglie italiane sono proprietarie dell’abitazione in cui risiedono, afferma Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA di Mestre, l’Imu è vissuta con ansia, vuoi per le ristrettezze economiche in cui vivono gran parte dei contribuenti italiani, vuoi per il fatto che negli ultimi 4 anni l’imposta sulla prima abitazione non era dovuta. Ora, che quasi tutti i Comuni hanno deliberato l’aliquota da applicare sulla prima casa, 18 milioni di famiglie italiane stanno ricominciando a fare i conti per capire quanto dovranno pagare di saldo entro il prossimo 16 di dicembre”. In alcune città, soprattutto al Nord, la stangata sarà di tutto rilievo. Per una abitazione di tipo civile A2 (vale a dire una tipologia abitativa media che si interpone tra gli immobili economici e quelli signorili) i più “colpiti” dall’Imu sulla prima casa saranno i torinesi: la seconda rata costerà mediamente 718 euro che farà salire l’imposta complessiva annua a 1.055 euro. Sul secondo gradino del podio sale Genova, con una seconda rata pari a 561 euro che porterà l’imposta complessiva annua a toccare i 902 euro. La medaglia di bronzo se la aggiudicano i proprietari di prima casa di Bologna con una seconda rata di 440 euro, per un totale di 879 euro. Al di là degli aumenti di aliquota apportati dalle Amministrazioni comunali interessate, sull’importo da pagare incide molto la rendita catastale media presente in queste città, ovvero quel parametro strettamente legato al valore dell’immobile che determina la base imponibile sulla quale si applica l’Imu. Ma non mancano la confusione e l’incertezza che teoricamente non dovrebbero esserci con un governo di professoroni. “Nonostante quasi tutti i Comuni abbiamo ormai deliberato l’aliquota Imu, conclude Giuseppe Bortolussi della CGIA, la situazione non è ancora definitiva. Il Governo si è riservato la facoltà di variare l’aliquota base addirittura entro il 10 dicembre 2012: solo 6 giorni prima del termine del pagamento del saldo. E’ da augurarci che a ridosso della scadenza non ci venga richiesto un ulteriore ritocco che metterebbe ancor più in difficoltà i magri bilanci delle famiglie italiane”. Natale con l’Imu, Capodanno con chi vuoi, sempre se avanza qualche soldino.

 

 

 

 

Ernesto Ferrante