31.10.2012
Emergenza rifiuti » Ernesto Ferrante

Etleboro

L’incubo dei comitati ambientalisti di tutta Italia, sta per divenire realtà. I rifiuti, tra non molto, potranno essere bruciati nei cementifici. Ciò che non è riuscito ai governicchi politici dell’ultimo quindicennio, soprattutto per l’opposizione dei gruppi civici di tutela ambientale, sta per essere messo a punto dal governo “tecnico” (mai legittimato dal popolo) dei professori della miseria, con il timbro in calce del ministro dell’Ambiente Corrado Clini.

“Per mettere fine ai costosissimi viaggi all’estero, per eliminare i rifiuti prodotti”, queste le motivazioni ufficiali; per fare un bel regalo ai signori del cemento, fregandosene della salute dei cittadini, quelle ufficiose. “Il regolamento sul combustibile solido secondario (CSS), si legge nel comunicato di Palazzo Chigi, è una parte essenziale del complesso di interventi di politica ambientale, energetica e industriale che sono necessari all’Italia per assolvere gli impegni europei e internazionali in materia ambientale ed energetica, offrendo inoltre soluzioni concrete alla soluzione dei problemi del nostro Paese in materia di gestione corretta e sostenibile dei rifiuti”. Una ricetta pericolosa e vecchia, seppur incartata diversamente, proposta già tre anni fa circa dall’ex assessore all’Ambiente della Regione Campania nonché ex presidente di Greenpeace, Walter Ganapini, per smaltire le (eco)balle. Cambiano i nomi, ma la paura che a finire nei forni dei cementifici siano pacchi enormi contenenti ogni sorta di immondizie, è sempre la stessa. Tra l’altro, nella categoria di CSS, rientrano anche le gomme sintetiche non clorurate, le resine e fibre artificiali e sintetiche con contenuto di Cl inferiore a 0,5% in massa e i pneumatici fuori uso. Non esattamente confettini colorati e caramelle aromatizzate. A fare i salti di gioia, saranno solo i cementifici che intascheranno anche bei soldoni per incenerire i rifiuti (in virtù della famigerata CIP6). A finanziare tale produzione di veleni saranno i cittadini attraverso le bollette dell’energia elettrica. “L’uso come combustibile in centrali, cementifici o anche termovalorizzatori può essere una strada da seguire, spiegò qualche tempo fa l’esimio Clini, per risolvere il problema dei rifiuti, per valorizzare energicamente i rifiuti e per uscire fuori da un circuito nel quale la malavita organizzata ha avuto un ruolo molto importante. Il nostro obiettivo è quello di far uscire i rifiuti dal ciclo ordinario per portarli in un ciclo industriale, qualunque sia: raccolta differenziata, recupero di energia o recupero di materiali”. Probabilmente siamo intellettivamente limitati, ma proprio non riusciamo a vedere dove sia il colpo di genio nel trasformare schifezze assortite in energia e cemento fresco per riempire le tasche dei soliti noti. Anni fa, su questo giornale, scrivemmo che l’emergenza rifiuti aveva IBAN e sportelli. Oggi ne siamo ancora più convinti. Non a caso il nostro paese è stato il primo ad aver quotato i rifiuti in Borsa a partire dal 1993, reiterando illegalmente decreti su decreti. Monnezza non olet....

 

 

 

 

Ernesto Ferrante