30.10.2012
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Etleboro

La partecipazione di massa, molto superiore alle più rosee aspettative, che ha caratterizzato la bellissima manifestazione nazionale di sabato organizzata dal Comitato promotore NO Monti Day ci dice che è tempo di preparare davvero l’autunno.

Se la partecipazione è stata grande complessivamente, la presenza USB è stata davvero imponente e importante per la riuscita della manifestazione. Non ci prendiamo meriti ma constatiamo un fatto. Perciò ci viene da dire un bel grazie a tutti coloro che hanno partecipato e a tutte le strutture, le compagne e i compagni dell’USB che hanno lavorato alla piena riuscita della manifestazione. Nessun ringraziamento va invece a quella stampa radio televisiva e giornalistica che ha scientificamente, prima e dopo, ignorato le decine di migliaia di lavoratrici e lavoratori venuti a Roma a gridare con forza e determinazione il proprio no alle politiche europee, all’austerity e a chiedere la cacciata del governo Monti. Il manovratore non si disturba e se qualcuno lo fa si deve far scomparire. A meno che non devasti una città, evento che di solito conquista le prime pagine e l’esecrazione di tutta la comunità “civile” e che molti pennivendoli – non sapremmo come altro chiamarli – aspettavano e vaticinavano da giorni inventandosi scenari terrorizzanti che non ci sono stati. La forte presenza sindacale al corteo, a cui erano presenti anche soggetti politici e sociali, ha determinato la gestione della manifestazione e la sua pacifica conclusione. Anche questa è una constatazione che ci sentiamo di fare e di proporre alla riflessione di tutti. Certo ora che, con la manifestazione di sabato, si intravede un risveglio e una rinnovata disponibilità a rilanciare il conflitto, è indispensabile che si definisca un progetto ed un programma di lotta che non sprechi quanto faticosamente costruito con il No Monti day. Lo “scadenzismo”, cioè quella pratica per cui ad ogni scadenza se ne fa seguire subito un'altra senza aver ragionato sul da farsi, su come sedimentare organizzazione e consenso è una coazione a ripetere che non riteniamo serva alla crescita consapevole delle lotte. Dobbiamo continuare nelle lotte che quotidianamente, in ogni parte di Italia, dall’ILVA di Taranto al S. Raffaele di Milano, ci vedono protagonisti nei luoghi di lavoro e nei territori e contemporaneamente lavorare a far crescere la consapevolezza della necessità della generalizzazione delle lotte e delle parole d’ordine. Così come è indispensabile che l’unità nelle lotte e nelle mobilitazioni sia ricercata non solo per rispondere all’esigenza di portare in piazza più gente possibile, ma dalla condivisione di un progetto che, almeno sul piano sindacale, metta in campo le giuste idee e proposte per proseguire la lotta. Questo è il compito che ci sentiamo di assumere oggi, all’indomani della splendida manifestazione di sabato scorso e a questo lavoreremo senza fare, o consentire, inutili fughe in avanti.

 

 

 

 

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