25.10.2012
Emergenza rifiuti » Ernesto Ferrante

Etleboro

Ancora roghi tossici nel nolano. A denunciare per l’ennesima volta lo scempio che avviene quotidianamente nelle campagne che circondano la terra natia di Giordano Bruno, è la rete civica “Rifiutarsi” sul suo portale (www.rifiutarsi.it).

C’è di tutto nell’incrocio tra strada vicinale Iavarone e via Capua, in una zona dove si coltiva moltissima frutta e verdura che poi finirà sulle nostre tavole. Un’altra zona di “confine”, l’ennesimo sconfortante ritratto di abbandono e degrado e dell’assenza di uno Stato che, per bocca dei suoi rappresentanti territoriali, è lesto a reclamare il rispetto formale di cariche e stellette, ma lentissimo a garantire ai cittadini diritti reali e sostanziali, attraverso doverose attività di prevenzione e controllo. Vita ordinaria e frammenti di inferno si mescolano perversamente in questa porzione di territorio che rientra nel tristemente famigerato “triangolo della morte”. Ci sono persone che fanno jogging, intere famiglie che vanno in bicicletta. Scuotono la testa quando attraversano l’incrocio, si tappano il naso e proseguono con rassegnazione. Negligenza istituzionale e sconforto civico sono catene difficili da spezzare anche per chi, come gli attivisti di “Rifiutarsi”, non si rassegna a sventolare la bandiera bianca. “Non è possibile”, mormorano alcuni dei passanti. I coltivatori del posto sono esausti e ci raccontano che da anni questa zona di confine tra Camposano e Nola è vittima di sversamenti illegali che puntualmente vengono incendiati. Una storia vecchia, triste e ben conosciuta. “Ora fate le foto, credete che lo levano?”, sbotta P. , coltivatore diretto. “Perché non mettono una telecamera e vedono chi è?”. Già... perché? I manovali al servizio della holding dell’ecocrimine non si fermano un attimo ma chi dovrebbe sorvegliare continua a dormire profondamente.

 

 

 

Ernesto Ferrante