25.10.2012
Italia » comunicato stampa

Etleboro

Dal primo ottobre l’ARPALAZIO non ha più un rappresentante legale.

Il 30 settembre, infatti, è scaduto il mandato del Commissario Straordinario Avv. Corrado Carrubba e quello del Sub Commissario Giovanni Maria Arena i quali, ad oggi, svolgono di fatto le loro funzioni in assenza di una proroga o di una sostituzione da parte della Regione.

La crisi politica esplosa alla Regione Lazio rischia di fermare del tutto la già difficoltosa attività dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale che, oltre ai suoi vertici, rischia di restare anche senza personale tecnico, tanto precario quanto prezioso, per le attività di controllo e monitoraggio ambientale del territorio regionale.

Malgrado la Regione abbia in varie occasioni (non ultima, la Commissione Ambiente del Consiglio Regionale durante un’audizione dei Sindacati e dei precari dell’Agenzia, giugno 2012) manifestato il proprio consenso all’assunzione a tempo indeterminato di 62 tecnici vincitori di concorso, presi da graduatorie che scadono il 15 novembre 2012, serve il parere vincolante della Giunta Regionale che oggi sembra essere in altre faccende affaccendata, per dare seguito a tali assunzioni, considerando che tale parere deve essere espresso entro la scadenza delle graduatorie per non dover rinunciare per sempre alla professionalità e competenze maturate in più di dieci anni di precariato e dover avviare nuove procedure concorsuali sine die.

L’Agenzia, inoltre, a fronte di una pianta organica di 800 dipendenti (approvata dalla Regione Lazio) cerca di garantire controlli e monitoraggi sull’ambiente del Lazio con circa 400 unità di personale, ¼ dei quali PRECARI. Si consideri che le ARPA in altre Regioni che per dimensioni, popolazione e problematiche ambientali possono essere equiparate al Lazio, sono dotate di 1000-1200 unità di personale effettive (ARPA Piemonte, ARPA Lombardia, ARPA Emilia Romagna, ARPA Veneto ecc.).

Pertanto, se la Presidente Polverini e la Giunta non dara seguito a quanto si sono impegnati a fare, l’ARPALAZIO non sarà più in grado di funzionare e assicurare livelli essenziali di tutela ambientale ai cittadini del Lazio. E’ auspicabile che tutte le forze politiche rappresentate in Regione siano consapevoli della gravità della situazione e della priorità che tale parere deve assumere nell’Agenda della Giunta Regionale.

Una paralisi dell’ARPALAZIO significherebbe rinunciare per sempre alla tutela della salute dei cittadini, soprattutto ora vista la gravità e l’emergenza legate alle gestione e allo smaltimento dei rifiuti, nonché agli elevati livelli di inquinamento atmosferico e delle acque. Non ultimo, il ruolo strategico dell’Agenzia nel rilascio delle autorizzazioni all’installazione degli impianti di telefonia mobile che proprio in queste settimane stanno per essere rinnovati da tutti i gestori. 

Una tale prospettiva rischia di trasformare definitivamente l’ARPALAZIO nello “Zimbello” del Sistema Agenziale Nazionale, considerato che, in tutte le altre Regioni Italiane, le ARPA godono di ottima salute e di risorse umane ben superiori per far fronte alle problematiche ambientali del territorio.

 

 

 

 

Personale Precario ARPALAZIO