18.10.2012
Emergenza rifiuti » Antonio Casolaro

Etleboro

Al ministro Balduzzi che parlò di cattivi stili di vita dei Campani risponde la popolazione, stanca di più di 20 anni di crimini ambientali che hanno avvelenato questa terra una volta fertilissima, e lo fa affidando la propria voce ad una mega-denuncia collettiva sottoscritta da circa 35mila persone.

Un enorme atto di indignazione civile contro chi, con omissioni, connivenze camorristiche, violazioni di obblighi di vigilanza e di ogni norma che riguarda la tutela dell'ambiente, ha reso possibile un disastro ambientale senza precedenti come quello attualmente vissuto e subito dalla Campania e dai suoi cittadini. Ogni giorno tra le province di Napoli e Caserta vengono smaltite illegalmente almeno 30mila tonnellate di rifiuti speciali e industriali altamente tossici, dati alle fiamme o interrati nel sottosuolo dalla malavita e con la complicità e connivenza delle istituzioni; questo sta provocando un disastro sanitario ed una epidemia di tumori senza precedenti che ha il suo picco in alcuni comuni a nord di Napoli dove l'incidenza delle neoplasie sulla popolazione ha registrato un aumento fino 400% negli ultimi anni.

Cifre queste da allarme rosso, da disastro sanitario tale da scomodare il paragone con Chernobyl, altro che cialtronerie e frasi fatte di improbabili ministri tecnici senza alcuna legittimazione popolare. Da anni ormai l'associazione www.laterradeifuochi.it raccoglie testimonianze e denunce dei cittadini inerenti la disastrosa situazione ambientale e oggi il Coordinamento Comitati Fuochi che comprende al suo interno oltre 40 associazioni sta continuando quest'opera di informazione, sensibilizzazione e denuncia.

Sono state raccolte quasi 35 mila firme già alla fine di settembre, un numero enorme e senza precedenti, una voce forte e disperata che non può restare inascoltata dalla magistratura anche stavolta. La denuncia sarà depositata alle procure di Napoli, di Santa Maria Capua Vetere e di Nola, e indirizzata nei confronti di Regione Campania, Province di Napoli e Caserta e di ben 42 Comuni, tra i quali anche i Comuni capoluogo. Contestata la “violazione dell'articolo 328 del Codice penale, non avendo di fatto negli anni adoperato tutti gli strumenti a loro consentiti dalla legge per fronteggiare e cercare di risolvere la problematica”.

Il testo vede come promotori i referenti di 34 associazioni, prime firmatarie, tra le più attive sul territorio. La situazione è drammatica ma forse ancora non irreversibile se la procura facesse il proprio dovere e se la politica avviasse le irrinunciabili bonifiche dei territori. In Campania intanto si attende e si muore, sempre di più, per patologie sempre più aggressive come testimoniato impietosamente dalla pagina “Vittime del triangolo della morte” recentemente apparsa sul social network facebook e contenente storie, biografie e testimonianze fotografiche di persone morte in Campania a causa del disastro ambientale in corso.

Una triste e macabra contabilità delle vittime che porta in se un malinconico ricordo di persone che hanno sofferto ma anche un grande messaggio di speranza per il futuro. Spezzare per sempre le catene della malavita e del malgoverno. Farlo per la nostra terra, per i nostri figli, per i tanti innocenti che hanno pagato con la vita.

 

 

 

 

Antonio Casolaro