18.10.2012
Italia » Ernesto Ferrante

Etleboro

“In una pubblica amministrazione trasparente ed efficiente ti avrebbero buttato fuori a calci in culo, dopo che è emerso che hai firmato una determina per liquidarti un prestito di 155mila euro”.

E' iniziata così, circa sei mesi fa, la fase più cruenta dello scontro tra il direttore centrale delle risorse umane dell'Inps, Ciro Toma, e tre dirigenti dell'Unione Sindacale di Base. Il motivo scatenante, è utile ricordarlo a chi non ha seguito la vicenda, è stato il continuo spostamento dell'incontro in cui si doveva discutere del passaggio di carriera di alcuni dirigenti dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (avvenuto nel 2010) ed il conseguente adeguamento dello stipendio.

Una tensione strisciante tramutatasi in rabbia quando, alla fine dello scorso maggio, i tre sindacalisti vengono a sapere che Toma aveva autorizzato a se stesso l'erogazione di un prestito di circa 155mila euro per motivi “di eccezionale gravità”.

Uno sforamento di ben 64mila euro rispetto al massimo concedibile che è di 91mila euro. Dopo la segnalazione e la missiva di cui sopra, arriva la replica, drastica, dell'Area responsabilità disciplinare dell'Istituto previdenziale: un procedimento disciplinare a carico dei tre “insubordinati” con proposta di licenziamento senza preavviso per “oggettiva e grave turbativa nell'ambiente di lavoro”. Poi una serie di botta e risposta tra le parti in causa.

“Nei mesi scorsi, ricorda Pierpaolo Leonardi dell'Esecutivo nazionale USB, tutta l'Unione si era mobilitata a fianco dei nostri tre delegati nazionali proposti per il licenziamento proprio dal Capo del personale dell'INPS perché rei di aver denunciato, senza peli sulla lingua, le continue infrazioni alle relazioni sindacali e ai regolamenti interni, fino alla scandalosa auto-attribuzione di un prestito personale smisurato e non concedibile”.

Denunce talmente fondate da costringere l'Amministrazione a prendere un provvedimento molto severo come il licenziamento del Capo del Personale.

“Mentre i nostri dirigenti non hanno subito alcuna sanzione, sottolinea ancora Leonardi, perché la Commissione di disciplina ha archiviato la richiesta, spicca, sulla vicenda del prestito del Capo del personale, il silenzio assordante delle altre organizzazioni sindacali presenti nell'Istituto previdenziale, che da sempre esprimono, e coprono, la dirigenza INPS”.

Grande è la soddisfazione per l'adozione di una misura che “restituisce un pò di fiducia sulla possibilità di governare con trasparenza la cosa pubblica”.

 

 

 

 

Ernesto Ferrante