18.10.2012
Napoli » Giuseppe Parente

Etleboro

E' corsa contro il tempo per l'EAV Bus. Occorre la ricapitalizzazione da parte della regione Campania, altrimenti, come affermano i sindacati, si andrà verso il fallimento.

Non se la passano meglio altre due aziende di trasporti pubblici come il Cstp di Salerno e l'Acms di Caserta, già fallite perché gli azionisti di maggioranza, pubblici, non hanno voluto mettere mano alla tasca. I conti come sempre sono in rosso. Secondo la bozza di bilancio dell'EAV Bus, esiste un deficit di 39 milioni di euro e per oggi, salvo sorprese, è prevista all'ordine del giorno dell'assemblea dei soci, la liquidazione della società con 1200 dipendenti, salvo una sorpresa chiamata ricapitalizzazione. I sindacati vedono nella ricapitalizzazione l'unica via d'uscita per evitare il fallimento dell’azienda e garantire la continuità lavorativa a 1200 dipendenti. I vertici dell'azienda la vedono in maniera diversa, anche in considerazione del fatto che la Regione Campania ha diversi giorni a disposizione per decidere se ricapitalizzare, e comunque la procedura di liquidazione non è necessariamente uno scioglimento, come sostiene l'amministratore unico di EAV, Nello Polese. Una terza soluzione potrebbe essere offerta dalla nomina di un commissario che prosegua l'esercizio, riportando in pareggio i bilanci. La via del commissariamento non piace ai sindacati, che ritengono non offra alcuna certezza, visto che l'enorme deficit aziendale e la cronica mancanza di liquidità non consentono nemmeno il pagamento dei fornitori e non garantiscono l'attuabilità dei contratti di solidarietà previsti dal fondo regionale, in virtù di un accordo firmato nel dicembre scorso. In mancanza di un accordo, i bus nel giro di pochi giorni si fermeranno di nuovo. Di sicuro è previsto uno stop per lunedì 29 ottobre, proclamato da tutte le sigle sindacali che criticano fortemente l'incertezza dei finanziamenti per far funzionare i trasporti pubblici in Campania. Anche l'assessore regionale Vetrella è convinto che il trasporto pubblico sia a rischio blocco totale. Il patto tra Conferenza delle Regioni e Governo che definiva come reperire le risorse minime indispensabili per gestire il 2012, con 1200 milioni che dovevano arrivare dallo Stato, 314 milioni di fondi del 2011 non ancora arrivati ai quali si aggiungevano 148 milioni recuperati dai fondi per l'edilizia sanitaria, è rimasto lettera morta e i soldi non si sono ancora visti.

 

 

 

Giuseppe Parente