12.10.2012
Italia » Ernesto Ferrante

Etleboro

Vengono bastonati, derisi e alleggeriti degli ultimi spiccioli ogni giorno e devono pure continuare ad ascoltare fastidiose panzane sul loro presunto benessere.

Se il governo dei “prof” fosse solo un incubo, gli italiani spenderebbero anche l’ultimo euro per essere svegliati di botto, anche con una mazzata o una secchiata d’acqua. La realtà quotidiana è amarissima: c’è ben poco da spendere e dopo aver dato fondo alle tasche, al massimo si può afferrare la fodera ma di soldi non se ne parla nemmeno. La situazione è peggiore di quanto si potesse immaginare.

Il potere di acquisto delle famiglie è ormai ridotto ai minimi storici e i dati Istat e Bankitalia lo “certificano” impietosamente.  Il suo assottigliamento è da anoressia conclamata: - 13,2% dal 2008 ad oggi. Una perdita media di circa 3.907 Euro a nucleo familiare. Una sciagura per i bilanci di casa e per l’intera economia del nostro Paese che già sta pagando amaramente le conseguenze di una contrazione sempre più marcata dei consumi.

Solo quest’anno, avverte Federconsumatori, si prospetta infatti una diminuzione di circa il -5%, pari complessivamente ad una minore spesa di oltre -35,5 miliardi di Euro. Per rendere meglio l’idea, tale contrazione dei consumi equivale alla rinuncia di ben 114 giorni (oltre 3 mesi) di spesa alimentare di una famiglia media. 

Un minor giro di affari che si ripercuoterà sull’intero sistema produttivo, alimentando disoccupazione e cassa integrazione e, di conseguenza, diminuendo ulteriormente il potere di acquisto delle famiglie. E i famosi risparmi degli italiani? Probabilmente se ne parlerà in una delle prossime puntate di “Chi l’ha visto?”, perché non se ne hanno più notizie.

“Bisogna porre fine a questo pericolosissimo circolo vizioso, che sta compromettendo in maniera sempre più grave e profonda il benessere delle famiglie e dell’intero Paese”, dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti.

Per fare ciò, secondo il leader di Federconsumatori, bisogna agire in maniera determinata: avviando una detassazione, a partire dalle tredicesime, per le famiglie a reddito fisso ed i pensionati e rilanciando gli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca, fondamentali anche dal punto di vista di una ripresa occupazionale. 

I fondi utili ad intraprendere tali operazioni, per l’associazione che tutela i consumatori, dovrebbero arrivare da una maggiore lotta all’evasione e agli sprechi, dal sì dell’Italia alla Tobin tax e dalla vendita di parte delle riserve auree (ma non sarebbe, quest’ultimo, un bel regalo infiocchettato agli speculatori?) per finanziare la ripresa.

Conti purtroppo senza l’oste. Montinator vuole anche l’ultimo soldo bucato ed è pronta la stangata sull’IVA.

 

 

 

 

Ernesto Ferrante