11.10.2012
Attualità » Ernesto Ferrante

Etleboro

“Ad ottobre scenderemo in piazza contro i parassiti della malapolitica e del sindacalismo cialtrone”. Danilo Calvani lo aveva annunciato a Grosseto, a fine giugno, nel corso di un incontro con varie realtà movimentiste promosso dall’Usn.

Così la protesta è ripartita lunedì e si protrarrà almeno fino a domenica. “Comitati riuniti agricoli” (Cra) e “Dignità sociale” questa volta hanno scelto la formula dei sit-in per dire no ad “un sistema composto esclusivamente da parassiti e corrotti che sta portando il Paese alla rovina”. Il cuore pulsante della mobilitazione è la provincia di Latina. I principali punti di ammassamento, come ha spiegato lo stesso Calvani, sono sulla strada regionale Pontina 148 all’incrocio con Latina (altezza viale Pierluigi Nervi), all’entrata di Terracina (nei pressi dell’ex Desco) e lungo la strada regionale Monti Lepini nel comune di Priverno (vicino il ristorante Onorati). Le adesioni sono tante e variegate: artigiani, studenti, operai, agricoltori, pensionati e professionisti. L’unica bandiera ammessa è il Tricolore, “perché è la sola che accomuna il popolo italiano”. Non saranno accettati simboli di partito e sindacati “perché una protesta di popolo non può essere strumentalizzata”. Lo spontaneismo dello scorso gennaio ha lasciato il posto ad una organizzazione meticolosa, con regole rigide. In ogni luogo in cui avverranno, le manifestazioni devono essere tenute con i regolari permessi delle questure, dei comuni e degli organi preposti. Chiunque voglia aderire o partecipare può unirsi ai presidii esistenti o può comunicare alla Questura della propria zona che intende effettuarne uno nei modi stabiliti, cioè individuando una rotonda o un importante snodo viario della propria zona, utilizzando ogni genere di mezzi ma senza impedire la viabilità. Per informazioni vedere il sito internet ufficiale (www.dignitasociale.it). Non saranno avallate manifestazioni che non avvengano nel pieno rispetto della legalità e dell’ordine pubblico. I Cra, a dispetto di chi li vorrebbe limitati e circoscritti a livello locale, nei temi e nelle analisi, hanno le idee chiare: “Il Popolo Italiano sovrano per Costituzione, ha il diritto e il dovere di fermare chi ha creato questo degrado istituzionale e questo impoverimento della popolazione, ubbidendo alle direttive eurocratiche emanate solo a favore delle banche e della finanza internazionale. Spagna, Grecia, Portogallo, sono solo un passo davanti a noi verso il baratro. Senza inversioni di tendenza, andremo incontro al più grande disastro umanitario che sia mai avvenuto nella storia recente”. Per gli uomini di Dignità Sociale, quella in atto, è la resistenza ad una dittatura “che ancora non avviene con le armi ma con i sofisticati mezzi della finanza e dell’informazione”. Nessun compromesso con gli attuali gestori del potere: “Se ne devono andare. Le soluzioni le troverà il popolo sovrano una volta che si sarà liberato da coloro che si aggrappano a privilegi legalizzati e non. Il popolo sovrano deciderà se restare o meno nell’euro e quali politiche sociali e a favore dello sviluppo adottare”.

 

 

 

 

Ernesto Ferrante