09.10.2012
Napoli » Ernesto Ferrante

Etleboro

Dopo affittopoli, parentopoli, battonopoli, finocchiopoli e suinopoli, scocca l’ora di furbopoli. Il presidente della provincia di Napoli, Luigi Cesaro, si dimette, come aveva annunciato, perché ha l’intenzione di candidarsi al Parlamento.

Le dimissioni del fedelissimo del Cavaliere di Arcore, più noto come “Gigino la polpetta”, sono dovute ad un mero calcolo opportunistico, ovvero la possibilità di ricandidarsi alle prossime elezioni politiche di aprile 2013 senza incorrere nel rischio dell’ineleggibilità, dato che per legge sindaci e presidenti di Provincia devono lasciare l’incarico amministrativo almeno sei mesi prima delle elezioni politiche per potersi candidare.

Dopo Edmondo Cirielli, deputato e presidente della Provincia di Salerno che peró ha optato per la decadenza dall’incarico, anche Cesaro ha deciso di raccogliere baracca e burattini e salutare Piazza Matteotti.  Cosimo Sibilia, senatore Pdl e presidente della Provincia di Avellino, si sarebbe, invece concesso qualche altro giorno per decidere se e quando dimettersi. Della stessa idea è il senatore e sindaco di Afragola, Enzo Nespoli, anche lui del Pdl. Prossimi all’addio prematuro e furbesco sarebbero pure due sindaci: quello di Avellino, Galasso, del Pd, e di Giugliano, l’azzurro Pianese.

Come in un condominio, come se cariche e doveri fossero giocattolini da usare a loro piacimento. E se fosse il popolo a dimetterli, magari con un bel calcio nel sedere per toglierli dall’imbarazzo?

 

 

Ernesto Ferrante